Gli immigrati guadagnano in media il 29,3% in meno rispetto ai lavoratori nspagnoli. Il dato proviene da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour, è riportato dal quotidiano El País, che ha analizzato le condizioni salariali in 14 Paesi a reddito elevato.
La Spagna si colloca al primo posto in Europa per disuguaglianza salariale tra immigrati e autoctoni. Nessun altro Paese europeo presenta un divario paragonabile: in Germania la differenza è del 19,6%, in Francia del 18,9% e nei Paesi nordici, come la Svezia, non supera il 7%. Solo il Canada, al di fuori del contesto europeo, registra cifre simili, con un 27,5%.

(Fonte: Nature Human Behaviour, tramite El País)
Lo studio, basato sui dati di 13,5 milioni di lavoratori, conclude che il 75% di questo divario è dovuto alla cosiddetta “segregazione occupazionale”: gli immigrati si concentrano in settori con salari più bassi e condizioni peggiori, come l’agricoltura, la ristorazione o l’assistenza domestica.
Il problema non si ferma qui: in Spagna, il 4,6% della differenza si spiega con il fatto che, a parità di mansione e azienda, un immigrato guadagna meno di un collega autoctono. Il resto del divario è attribuito a contratti temporanei e scarse opportunità di avanzamento professionale.
Le conseguenze vanno oltre la questione economica. Questa disuguaglianza perpetua la povertà e rende più difficile l’integrazione, alimentando al contempo discorsi xenofobi che presentano gli immigrati come concorrenti sul mercato del lavoro, invece di riconoscerli come vittime di un sistema che trae profitto dalla loro manodopera a basso costo.
Gli autori dello studio propongono misure concrete: semplificare il riconoscimento dei titoli di studio, rafforzare la formazione professionale, intensificare i controlli sul lavoro nei settori con maggiore presenza di stranieri e garantire maggiore trasparenza salariale per combattere le discriminazioni.
Il 29,3% non è solo un numero, secondo questo studio, è il riflesso di una disuguaglianza strutturale. Correggerla non è solo una questione di giustizia sociale, ma anche un investimento in coesione e stabilità per un’Europa che dipende, in gran parte, dal lavoro degli immigrati.
Questi dati contrastano apertamente con le recenti dichiarazioni di alcuni partiti di estrema destra spagnola, e non solo, che propongono l’espulsione di milioni di immigrati. È una contraddizione evidente: mentre lo studio dimostra che l’economia spagnola, ma in generale quella europea, è strettamente connessa alla manodopera straniera —sebbene sottopagata e precaria—, certi discorsi politici insistono, invece, nel trasformarli in un nemico. Una paradossale distorsione della realtà.
Juan Sandes Pueyo
Fonti:
Los inmigrantes en España ganan un 29% menos que los trabajadores locales | Economía | EL PAÍS
Nature Human Behaviour