Senza tregua gli attacchi jiadisti un mese dopo il colpo di stato. Si studia il ritorno alla democrazia istituzionale

Burkina Faso – 5 febbraio 2022. Gli attacchi terroristi di matrice jihadista nel Sahel sono aumentati negli ultimi 30 giorni, estendendo il loro raggio d’azione anche a regioni nella zona occidentale del Burkina Faso, come la Boucle du Mouhoun:  questa, fino alla fine del dicembre 2021 era terra d’accoglienza per le popolazioni delle regioni del nord in fuga dagli attentati. 

Gli interventi di contrasto delle bande armate seguitano invece a latitare, nonostante fossero stati annunciati come prioritari dalla nuova giunta governativa guidata da Paul-Henri Sandaogo Damiba, un tenente colonnello di fanteria. 

Il colpo di stato del 24 gennaio scorso ha fatto scattare la sospensione del Burkina Faso dalla CEDEAO –  https://ecowas.int/ – (Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale). Sospese, per ora, sanzioni economiche da parte al contrario di quanto accaduto per il Mali. La condizione posta: il ritorno all’ordine costituzionale in un tempo “ragionevole”.  

Da qui la proposta stilata da una commissione di civili, giuristi, intellettuali e, ovviamente, ufficiali delle forze armate: nel documento consegnato al Presidente Damiba ,e non ancora non ufficializzato, si definisce il periodo di transizione (30 mesi) e la struttura di gestione: un governo di 20 persone e una struttura legislativa di 50. 

PSun