C’è anche la cooperazione italiana lungo il percorso tracciato dal responsabile degli affari esteri del Burkina Faso, Jean Marie Traoré. A due anni dall’intervista al quotidiano Sidwaya nella quale spiegava: “…noi siamo un paese povero che si fa carico della sua povertà e che sa dove vuole andare. …La diversificazione delle nostre relazioni bilaterali persegue il desiderio di ridefinire i nostri rapporti col resto del mondo”. In quel modo Traorè evidenziava un bisogno di riequilibrio delle relazioni internazionali, finalmente liberate dalla secolare presenza francese. Sul principio del “vantaggio reciproco”, in questi mesi, sono cresciuti i rapporti con nuovi interlocutori internazionali; Russia, Cina, Turchia ma anche Venezuela. Non sono stati esclusi però quelli con i partner storici di cooperazione internazionale.
In questo quadro si inquadra l’incontro che il responsabile della diplomazia burkinabé ha avuto con una delegazione italiana del MAECI e dell’agenzia della cooperazione italiana (Aics), a Ouagadougou lo scorso 2 febbraio.
“L’obiettivo è di sostenere lo stato burkinabé nel perseguimento della pace, la riconquista del territorio, lo sviluppo socioeconomico e la promozione del benessere dei burkinabé nel rispetto della sovranità del popolo burkinabé”, ha sottolineato Carlo Batori, vicedirettore della DG Cooperazione Internazionale al MAECI e capo-delegazione.
Parole apprezzate dal Ministro Traoré che ha considerato la visita come un segnale importante sulla vitalità delle relazioni tra Italia e Burkina Faso e la volontà di migliorare gli strumenti di cooperazione. In particolare, ha messo in evidenza come la presenza della delegazione italiana in Burkina Faso favorirà una conoscenza puntuale del contesto locale, condizione basilare per creare il terreno fertile di cooperazione: “E’ difficile stare lontani e inviare risposte che possano coincidere coi bisogni del paese. Questa visita vi permetterà di vedere oltre i rapporti redatti per la maggior parte da chi è lontano dalla realtà del popolo burkinabé”.
Fonte: Post del Ministero degli Affari Esteri del Burkina Faso