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Burkina Faso e Guinea, al vertice ECOWAS aperture e dubbi

Il sessantunesimo vertice dell’ECOWAS ha interessato, oltre il Mali, anche il Burkina Faso e la Guinea. Per quanto riguarda il primo paese, ECOWAS ha deciso lasciar cadere la minaccia di sanzioni, adottate dallo scorso marzo 2022 ma mai applicate. Sulla decisione dell’organizzazione regionale sono pesate le osservazioni del mediatore, l’ex presidente nigeriano Mahamadou Issoufou, che nel suo rapporto ha riferito alcuni degli importanti progressi compiuti dal Burkina Faso negli ultimi mesi: dalla decisione di porre termine alla transizione entro 1° luglio 2024, invece dei tre anni inizialmente annunciati; alla concessione della libertà di movimento all’ex presidente Roch Marc Christian Kaboré, questione estremamente sentita dalla società burkinabè. Questi progressi non hanno però impedito ad ECOWAS di mantenere la sospensione del paese dallo status di membro dell’organizzazione.

Anche la Guinea, almeno per il momento, sfugge alle sanzioni. Infatti, a seguito della nomina di un nuovo mediatore, l’ex presidente beninese Thomas Boni Yayi, è stato concesso un ulteriore mese di tempo per la presentazione del cronogramma accettabile per la transizione. Durante questo periodo il nuovo mediatore sarà impegnato nel dialogo con le autorità guineane al fine di ottenere una riduzione del periodo di transizione attualmente proposto da Conakry. Secondo Annadif Mahamat Saleh, capo dell’ufficio delle Nazioni Unite per l’Africa occidentale e il Sahel, l’arco temporale concesso alla Guinea dall’ECOWAS “è una buona decisione, perché le sanzioni non sono misure positive per nessun partner dell’area“. Restiamo in attesa dell’evolversi della situazione che, almeno per la Guinea rimane ancora incerta.

Gabriele Pinca