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Burkina Faso: È altamente probabile che il 2024 sarà l’anno peggiore in termini di morti civili

“È altamente probabile che il 2024 sarà l’anno peggiore in termini di morti civili”, avverte HRW 

Un nuovo rapporto di Human Rights Watch pubblicato nelle scorse settimane descrive nei dettagli le condizioni di vita delle vittime degli attacchi dei gruppi armati islamisti nel Paese, dove più di 26.000 persone sono state uccise dal 2016. L’organizzazione umanitaria è preoccupata per i civili che si trovano tra i gruppi islamisti e l’esercito regolare. “Gli aggressori sparavano a caso ovunque e ho visto decine di corpi”. Nel suo rapporto, Human Rights Watch riporta alcune testimonianze spaventose, come quella di questa donna, sopravvissuta a un attacco che a maggio ha provocato almeno 80 morti e quasi 40 feriti in un campo per sfollati a Goubré (nord). A Niamana, nell’estremo ovest del Paese, un residente racconta: “Siamo stretti tra l’incudine e il martello: da un lato, le autorità ci spingono a tornare in villaggi dove la sicurezza non è garantita; dall’altro, i jihadisti ci attaccano quando torniamo ai nostri campi e alle nostre case”. Interrogato da HRW sulle accuse di rimpatri forzati, il ministro della Giustizia, Edasso Rodrigue Bayala, ha dichiarato che il ritorno degli sfollati è volontario e “preceduto da azioni per mettere in sicurezza le località e riaprire i servizi sociali di base”. Secondo l’ONG, negli ultimi mesi i gruppi armati jihadisti del Burkina Faso hanno intensificato gli attacchi contro i civili, “massacrando abitanti dei villaggi, sfollati e fedeli cristiani”.  Esecuzioni porta a porta, gole tagliate, corpi smembrati, donne violentate. Secondo l’Acled, un’organizzazione che registra le vittime dei conflitti nel mondo, solo nei primi otto mesi dell’anno si elencano “più di 6.000” morti, tra cui circa 1.000 civili uccisi da “gruppi armati islamisti”. HRW sottolinea che “queste cifre non includono i 100-400 civili uccisi nell’attacco del 24 agosto” a Barsalogho, nel centro del Paese.