Con l’assegnazione dello Stallone d’oro a Dani Kouyatè si è conclusa l’edizione 2025 del Festival panafricano del cinema e televisione di Ouagadougou (Fespaco).
Dal 1969 è il terzo burkinabé che lo vince, dopo Idrissa Oudraogo nel 1991e Gaston Kaboré nel 1997. Un segnale vitale per un paese che da anni sta lottando contro il terrorismo jihadista.
La 29° edizione del Fespaco, invero, ha evidenziato anche risvolti di politica internazionale.
Il Ciad, per la prima volta, è stato l’ospite d’onore del festival. Il presidente Mahamat Idriss Deby ha presenziato la cerimonia d’apertura del 26 febbraio. Si tratta dello stesso presidente che nell’agosto 2023 rifiutò categoricamente l’intervento militare, vagheggiato dalla Cedeao in Niger, contro il generale Abdourahmane Tchiani che aveva preso il potere con un colpo di stato. Lo stesso che, alla fine del 2024, ha messo fine all’accordo di cooperazione militare con la Francia che si è concretizzato col ritiro definitivo delle truppe d’oltralpe, le scorse settimane.
Questa presenza è una conferma sostanziale dei rumors che vogliono la leadership ciadiana molto attenta allo sviluppo delle dinamiche politiche dell’Aes che, col Burkina Faso in testa, sembra stia uscendo dall’isolamento, anche economico, al quale la politica delle sanzioni della Cedeao avrebbero voluto relegarla (leggi anche L’Aes non sembra isolata dalle diplomazie africane).
PSun