Nel novembre 2025, il Governo del Burkina Faso ha annunciato la nazionalizzazione della “Société Nouvelle huilerie et savonnerie Citec” (Sn-Citec), un’azienda agroindustriale strategica specializzata nella trasformazione dei semi di cotone in olio vegetale, saponi e panelli, sottoprodotti utilizzati come mangime per il bestiame. Questa decisione rappresenta un ulteriore passo nella ridefinizione del ruolo dello Stato burkinabé nei settori chiave dell’economia del Paese.
Privatizzata nel 1995, la Sn-Citec era controllata in maggioranza dal gruppo GeoCoton / Advens, un consorzio francese specializzato nella commercializzazione e trasformazione del cotone in Africa occidentale. Il progressivo ritiro di questo gruppo dal capitale dell’azienda ha generato una situazione di impasse: mancanza di investimenti, difficoltà di governance e perdita di capacità operativa che minacciava la continuità dell’attività industriale.
La nazionalizzazione si inserisce nel processo di “Refondation” promosso dall’attuale governo. Le autorità hanno posto la sovranità economica, il controllo delle risorse strategiche e la riduzione della dipendenza dall’estero al centro del proprio progetto politico. In questo contesto, la SN-CITEC occupa una posizione chiave all’interno della filière cotone, pilastro storico dell’economia burkinabé che rappresenta una delle principali fonti di valuta estera, garantisce reddito a migliaia di piccoli produttori e genera occupazione rurale e industriale. Il controllo delle fasi di trasformazione risulta quindi fondamentale per aumentare il valore aggiunto locale e rafforzare la resilienza economica.
Secondo il Governo, la decisione risponde a risolvere la crisi aziendale, frutto di gravi disfunzioni gestionali, e alla necessità di preservare uno strumento industriale strategico per il Paese. La Sn-Citec opererà come impresa pubblica con missioni definite e un nuovo Consiglio di Amministrazione.
Tra gli obiettivi annunciati figurano una migliore integrazione dei produttori di cotone, l’accesso prioritario alla materia prima, il rafforzamento della sovranità industriale e un maggiore contributo al bilancio nazionale. Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipenderà dalla capacità dello Stato di garantire una gestione efficace, sostenibile e trasparente, nonché di risolvere le sfide finanziarie e giuridiche legate alla compensazione degli ex azionisti.

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