Le forti piogge e la tempesta Harry che hanno recentemente colpito diverse regioni del litorale tunisino hanno messo in evidenza la crescente vulnerabilità di alcuni territori, in particolare a Sidi Bou Saïd e a Hammamet. I disagi osservati in questa occasione — frane, crolli, erosione dei suoli — non possono essere interpretati unicamente come le conseguenze di un episodio climatico eccezionale ma di una fragilità strutturale di questi territori e delle politiche di urbanizzazione.
Queste zone, riconosciute per il loro valore paesaggistico, si fondano su equilibri particolarmente delicati tra ambiente naturale, tessuto urbano e architettura storica. Tuttavia, gli eventi recenti hanno rivelato quanto rapidamente tali equilibri possano essere compromessi quando i vincoli territoriali previsti dalla legislazione urbanistica non vengano rispettati. Costruzioni non conformi, ampliamenti illegali, interventi inadeguati sugli edifici storici e un’occupazione eccessiva di aree a rischio contribuiscono ad accentuare la vulnerabilità di queste aree.
In questo contesto, la tempesta Harry non è una causa isolata ma un indicatore di disfunzioni preesistenti. La pressione fondiaria e turistica, insieme a un controllo insufficiente sull’applicazione delle norme urbanistiche, ha inciso negativamente sulla conservazione dei suoli, delle scogliere e dei manufatti. Quando si verificano fenomeni climatici intensi, queste fragilità accumulate si manifestano in modo brutale, mettendo in pericolo il patrimonio, gli abitanti e gli utenti.
Sarebbe necessario un approccio integrato nella gestione del territorio, fondato sul rigoroso rispetto del quadro normativo, sulla considerazione delle specificità ambientali e sulla limitazione degli interventi incompatibili con le capacità di assorbimento delle diverse zone. La tutela del patrimonio, inoltre, non può essere dissociata dalle questioni di sicurezza, sostenibilità e gestione, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico caratterizzato dalla moltiplicazione degli eventi estremi.
In questa prospettiva, le azioni di sensibilizzazione, formazione e rafforzamento delle capacità degli attori locali risultano essenziali. Gli eventi recenti richiamano la necessità di consolidare i meccanismi di governance locale e di promuovere pratiche rispettose dei vincoli territoriali, in un contesto di crescente esposizione ai rischi climatici.