Burkina Faso – 25 gennaio 2023. La lotta al terrorismo jihadista continua ad essere una priorità per il governo di Ouagadougou. Gli attentati, i rapimenti, i morti seguitano a riempire la cronaca quotidiana. Nonostante gli sforzi delle autorità locali, nella stragrande maggioranza del Paese si vive in situazione d’emergenza.

In rosso, i comuni con le strutture educative chiuse; rosa, parzialmente chiuse; grigio, strutture funzionanti.
Anche il settore dell’educazione nazionale subisce questo stato di cose. La Segreteria tecnica del ministero dell’Educazione Nazionale è incaricata allo sviluppo delle attività educative, in questa fase emergenziale. Nel rapporto statistico del mese di dicembre 2022, evidenzia che ci sono più di 6.000 istituti chiusi per problemi di sicurezza. Solamente nell’ultime mese se ne contano ben 679 nuovi.
Secondo il documento, se aggiungiamo ai problemi di sicurezza, quelli sanitari e legati a disastri naturali, si arriva a 1.076.155 studenti che non vanno più a scuola. Un numero incredibile per una popolazione di soli 22 milioni d’abitanti. Allo stesso modo, ci sono 31.594 docenti che non hanno più le loro classi.
Sempre secondo lo stesso rapporto, stanno invece crescendo gli istituti di accoglienza per studenti sfollati interni (EDI). Tuttavia, si trovano spesso in strutture precarie e che aggravano il dato strutturale del superaffollamento delle classi del sistema educativo burkinabè. A fine dicembre, infatti, si contano fino a 6.707 studenti sfollati interni, aumentati di 248 solo nell’ultimo mese. Questo dato conferma l’aumento generalizzato del fenomeno sfollati in Burkina Faso che fonti delle Nazione Unite calcolano attorno ai due milioni di persone. Si tratta spesso di famiglie intere che lasciano i paesi e villaggi del nord per paura della furia terrorista, per ricollocarsi il più possibile nella periferia della capitale o nei grandi centri.
PSun
Fonte: Sydwaya