La giunta militare del Burkina Faso ha respinto la richiesta degli Stati Uniti di accogliere sul proprio territorio persone di Paesi terzi espulse dagli USA, affermando che l’iniziativa rappresenta una misura di “ricatto diplomatico”.
Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Affari Esteri burkinabé, Karamoko Jean Marie Traoré, l’ambasciata statunitense a Ouagadougou ha proposto, oltre alla gestione dei visti per i propri cittadini, di accettare anche persone espulse dagli Stati Uniti da altri Paesi. Traoré ha definito la proposta “indecente” e manifestamente contraria “ai valori di dignità” che rappresentano il suo governo.
In risposta, la missione diplomatica statunitense in Burkina Faso ha deciso di sospendere temporaneamente il rilascio della maggior parte dei visti — turismo, studio, scambio — trasferendo i relativi servizi alla propria ambasciata in Togo. Le autorità burkinabé interpretano questa misura come una reazione diretta al rifiuto della richiesta di deportazioni: “Il nostro Paese non sarà una destinazione di espulsione”, ha dichiarato Traoré.
Da parte sua, Washington giustifica tale politica con la recente autorizzazione concessa lo scorso giugno dalla Corte Suprema degli Stati Uniti per riattivare le espulsioni verso Paesi africani e latinoamericani nell’ambito dell’amministrazione di Donald Trump.
La tensione tra i due Paesi evidenzia il delicato equilibrio che esiste tra cooperazione migratoria, sovranità nazionale e diplomazia internazionale. Il Burkina Faso avverte che adotterà “le misure appropriate senza compromettere l’amicizia tra i popoli”, mentre resiste a quelle che definisce pressioni inaccettabili.
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Fonti:
Burkina Faso rechaza acoger a deportados de terceros países por el Gobierno de Trump – Mundo – ABC Color
Burkina Faso.- Burkina Faso tilda de “chantaje” la suspensión de entrega de visados de EEUU por no aceptar a expulsados