Bruxelles – 22 marzo 2022. “L’Ucraina non ha scelta: dobbiamo limitare le nostre esportazioni per garantire la sopravvivenza. Perché non sappiamo quando avremo la possibilità di portare avanti la nostra stagione agricola. Abbiamo proibito anche l’esportazione di fertilizzanti dall’Ucraina, di azoto, fosforo, tutte le materie che servono per fare i fertilizzanti“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura ucraino, Roman Leshchenko, in audizione alla commissione Agri al Parlamento europeo. “… [dobbiamo] mantenere per noi i fertilizzanti essenziali per la nostra agricoltura“, ha aggiunto.
In Mali, il sacco di 50kg d’urea si vende ormai a 32.000 fcfa (l’equivalente di quasi 50 euro) circa il doppio rispetto a qualche settimana fa. Quattro volte di più del prezzo di settembre 2020. Situazione simile in Burkina Faso. La stagione produttiva s’avvicina. Si aspettano le prime piogge, a giugno, per programmare le semine del miglio. Nonostante questo aumento vertiginoso, non c’è comunque certezza della disponibilità, nemmeno per i fertilizzanti sovvenzionati per la produzione cerealicola. I distributori locali stimano attualmente una copertura dei bisogni tra il 15 e il 20%. Nel Sahel, la sicurezza alimentare passa anche per la guerra in Ucraina. Continuare a sviluppare modelli agricoli basati sulla logica dell’agricoltura industriale sarà ancora una scelta saggia a queste latitudini? I contadini e i consumatori saheliani cominciano ad avere qualche dubbio.
PSun