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Mali, approvata la nuova strategia nazionale di stabilizzazione delle regioni centrali 2022-2024.

Bamako 7/9/2022 – Durante la riunione del Consiglio dei Ministri del 24 agosto 2022 il governo di transizione maliano ha approvato la «Strategia nazionale di stabilizzazione delle regioni centrali 2022-2024» un documento redatto dal Segretariato Permanente del Quadro Politico per la Gestione della Crisi del Centro, un’istituzione ufficiale maliana incaricata di coordinare tutte le iniziative nazionali in materia.

La strategia si basa su quattro pilastri: il ripristino della pace, sicurezza e coesione sociale; il miglioramento della governance e il rafforzamento della giustizia; la gestione delle questioni umanitarie e della ripresa economica; e infine la comunicazione e il coordinamento degli interventi.

Il testo fa risalire la crisi intercomunitaria nel centro al 2012 a “una serie di disaccordi tra individui”, Peuls e Dogon, nel comune di Dinangourou per l’accesso a un pozzo d’acqua. Secondo il documento, “giornalisti occidentali“, di cui non si fa il nome, contribuirono a sollevare «un polverone» su «comuni malintesi», spingendo i jihadisti a proporsi come difensori dei Peuls.

“Il conflitto, inizialmente locale, ha assunto in questo contesto una dimensione etnica […]”, si legge nel documento, che elenca anche le atrocità commesse negli ultimi anni dalla Macina Katiba di Amadou Kouffa: attentati, assassinii, rapimenti e distruzione di villaggi. Vengono elencate anche le conseguenze nefaste della presenza jihadista: chiusura delle scuole, limitazione delle attività agricole, insicurezza alimentare, sfollamento delle popolazioni, ecc.

La strategia, nella spiegazione delle cause della crisi del centro, non tralascia l’influenza delle potenze straniere interessate alle importanti risorse naturali del paese: petrolio, gas, litio, terre rare, idrogeno e aree “adatte alla produzione di carne e latte“. Secondo il documento, questi fattori vengono “mascherati” attraverso «un linguaggio convenzionale» capace di giustificare gli interventi stranieri agli occhi della comunità internazionale come: “difesa dei diritti umani“, il “secolarismo“, “democrazia” o la “mancanza di sviluppo“.

L’assenza di controllo statale in alcune aree del paese viene descritta come una conseguenza – e mai un fattore – della crisi e dell’insicurezza, con i jihadisti che di fatto attaccano i simboli e i rappresentanti dello Stato nelle aree in cui sono stabiliti.

In termini di prospettive, la strategia di stabilizzazione si basa sull’operazione militare Maliko lanciata nel 2020 con l’obiettivo di proteggere gli abitanti delle aree del centro e ripristinare l’autorità dello Stato. L’obiettivo è anche quello di “rendere il centro un’area stabile e prospera dove le comunità possano riconciliarsi.

NGAMILIA