Intervista ad Amadou Dicko, Ministro delegato per le Risorse Animali del Burkina Faso
Signor Ministro, il Burkina Faso ha raddoppiato la sua popolazione in circa trent’anni, passando da 10 a 24 milioni di abitanti. Cosa implica questa trasformazione in termini di sovranità e sicurezza alimentare?
Come ha giustamente sottolineato, la popolazione del Burkina Faso è aumentata drasticamente negli ultimi due decenni; per questo motivo, siamo impegnati nella realizzazione di un sistema alimentare che garantisca la sicurezza e la sovranità alimentare nel nostro Paese.
Oggi, nel contesto del Sahel, la preoccupazione principale non è solo la crescita demografica, ma l’insicurezza che domina la regione. In questo processo, parallelamente alla lotta contro il terrorismo, stiamo perseguendo la sovranità alimentare come priorità del paese. Abbiamo lanciato due grandi piani nazionali: l’iniziativa per la sicurezza alimentare e l’offensiva agro-pastorale. Quest’ultima mira a ridurre le importazioni e a creare posti di lavoro dignitosi.
Dopo due anni d’implementazione, l’“offensiva agropastorale” ha ottenuto risultati importanti. Sono state introdotte enormi innovazioni nei ministeri impegnati nello sviluppo rurale. In primo luogo, abbiamo garantito un sostegno importante ai produttori nonostante le difficoltà del periodo di guerra che stiamo vivendo. Abbiamo introdotto meccanismi di sussidi agli agricoltori, facilitato l’accesso gratuito alla formazione professionale e un forte sostegno per l’acquisto delle sementi. Nel campo zootecnico, abbiamo sovvenzionato campagne di vaccinazione, con uno sforzo straordinario per coprire la maggior parte delle aree del paese, e siamo attualmente impegnati nella produzione locale di vaccini per il nostro bestiame.
Le risorse animali sono necessarie per garantire l’apporto proteico. Il Burkina Faso può diventare autosufficiente?
Sì, il Burkina Faso può diventare autosufficiente per determinati prodotti alimentari. Il capitale zootecnico, per esempio, è importante quantitativamente: abbiamo 9 milioni di bovini e più di 23 milioni tra caprini e ovini. È un potenziale importante per soddisfare il fabbisogno in proteine animali del paese.
Stiamo progredendo nella produzione lattiero-casearia. Abbiamo creato un’azienda, la Faso Kossam, che sta diventando un punto di riferimento per l’intero comparto in termini organizzativi, dalla produzione alla lavorazione fino alla commercializzazione dei prodotti. Per l’allevamento avicolo abbiamo istituito un centro di miglioramento genetico con l’obiettivo di avere animali più produttivi e al tempo stesso resilienti al clima tropicale in funzione sempre dello stesso obiettivo di sicurezza alimentare.
In sintesi, i problemi della salute animale e dell’allevamento nel nostro Paese si riducono a quattro grandi sfide: la nutrizione, la salute, la genetica e l’organizzazione degli attori. Stiamo intervenendo su tutti questi fronti per raggiungere la piena sufficienza nella maggior parte della filiera produttiva.
Le condizioni climatiche favoriscono l’aumento delle risorse animali in Burkina Faso?
Va detto che, nonostante le condizioni climatiche siano piuttosto difficili, grazie alla ricerca scientifica in Burkina Faso, stiamo realizzando programmi di ricerca che favoriscano la produzione di colture foraggere resistenti e produttive.
Attualmente, ne stiamo sperimentando la coltivazione soprattutto con sementi adattate alla nostra condizione pedo-climatica. È una strategia che si rende necessaria in quanto le dinamiche del cambiamento climatico stanno influenzando pesantemente la disponibilità di mangimi, anche quelli prodotti in loco. In questo ambito è importante il supporto dei progetti di cooperazione internazionale.
Andrea Chioini
Foto ; Intervista ad Amadou Dicko, Ministro delegato per le Risorse Animali del Burkina Faso