Nel Sahel la disponibilità d’acqua è una criticità. In un anno, a Ouagadougou piove come a Roma. Il periodo delle piogge, però, è limitato: da luglio e ottobre. Negli ultimi anni, si nota anche una tendenza alla diminuzione del periodo: due-tre mesi. È questo il Sahel semi-arido.
Di acqua, tuttavia, ce ne sarebbe in abbondanza, anche per coltivare tutto l’anno: è l’acqua delle falde sotterranee. Una ricchezza potenziale che, se valorizzata, potrebbe contribuire in maniera decisa al perseguimento della sicurezza alimentare di questi paesi.
Andrebbero scavati pozzi, profondi oltre 50 metri, spesso fino a 100. Il costo è importante. Chi può fare l’investimento vuole essere sicuro di trovare l’acqua per non sprecare soldi. Il nostro amico Giorgino lo sa bene. Ha chiamato l’uomo dell’acqua per cercarla nel terreno di Tipoko, a Loumbila, nella periferia di Ouagadougou: “C’è l’acqua!”, il responso è positivo. Ora si può avvertire la ditta per cominciare la perforazione.
Pierre Yelen

