Il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) del Mali ha approvato all’unanimità, il 3 luglio, una riforma della Carta della Transizione che estende il mandato del Presidente della Transizione a cinque anni, con possibilità di rinnovo indefinito finché persisterà la crisi di sicurezza nel paese. La votazione, tenutasi a Bamako sotto la presidenza del generale Malick Diaw, ha ricevuto il sostegno dei 131 membri presenti.
Il nuovo testo autorizza il Presidente della Transizione a candidarsi alle elezioni presidenziali e legislative che segneranno la fine del periodo transitorio. Tale autorizzazione si estende anche ai membri del governo e dello stesso Consiglio Nazionale di Transizione (CNT). Inoltre, fino all’istituzione delle nuove istituzioni previste dalla Costituzione, le autorità della Transizione continueranno a esercitare le proprie funzioni.
Il progetto è stato presentato da Mamani Nassiré, Ministro Delegato alle Riforme Politiche, il quale ha spiegato che la misura risponde all’esigenza di stabilizzare il paese. La riforma si basa sulle raccomandazioni emerse dalle consultazioni nazionali tenutesi ad aprile, durante le quali è stata proposta l’assegnazione di un mandato di cinque anni rinnovabile all’attuale presidente, Assimi Goïta, seguendo l’esempio dei paesi membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel.
La decisione rappresenta una svolta politica che estende il potere delle attuali autorità oltre quanto inizialmente previsto. Stabilizzerà anche l’AES?
Juan Sandes Pueyo