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La Spagna riconosce in Mauritania il contributo dei migranti allo sviluppo economico 

Il primo ministro del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha difeso da Nouakchott, capitale della Mauritania, la necessità di una migrazione “sicura, regolare e ordinata”. Ha sottolineato che “il progresso e la buona situazione economica della Spagna devono molto agli immigrati”. Ha inoltre ricordato che la Spagna è stata storicamente un paese di emigranti e che ora “siamo noi a ricevere persone che vengono a realizzare il loro progetto di vita”, insistendo sui programmi di migrazione circolare. 

La visita ufficiale, della durata di sole otto ore, è stata accompagnata da sette ministri e ha segnato il primo Vertice di Alto Livello (RAN) tra Spagna e Mauritania. Sánchez ha definito questo incontro una “pietra miliare”, trattandosi del “formato più ambizioso” nelle relazioni bilaterali. L’agenda ha incluso cooperazione in materia migratoria, economica, educativa e ambientale. Sono stati firmati accordi su cybersicurezza, infrastrutture, energie rinnovabili e protezione ambientale. 

Tra i progetti più rilevanti, è stato presentato un programma pilota di migrazione circolare: quest’anno, 50 lavoratori stagionali mauritani si recheranno in Spagna per lavorare nelle campagne agricole di Huelva, in un piano coordinato con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), a partire da settembre 2024. 

Nella sua prima visita in Mauritania, nel febbraio 2024, Sánchez e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, avevano annunciato un pacchetto di sostegno economico di 210 milioni di euro. In seguito, gli arrivi irregolari alle Canarie si sono ridotti del 40% nel primo semestre del 2025. In una seconda visita, nell’agosto 2024, durante un tour africano, la Spagna ha impegnato ulteriori 500 milioni di euro. Ora Sánchez ha incoraggiato gli imprenditori spagnoli a sfruttare i 200 milioni di euro in crediti annunciati nella visita di febbraio. 

Questa è la terza visita di Sánchez a Nouakchott in meno di un anno e mezzo. Nessun altro paese africano ha ricevuto così tante sue visite in questo periodo, il che rende la Mauritania la seconda destinazione africana più visitata dopo il Marocco. I legami tra i due paesi si sono rafforzati principalmente per frenare il flusso di cayucos diretti alle Canarie. Inoltre, la Mauritania è diventata un partner strategico essenziale, essendo uno dei pochi paesi che mantiene stabilità in un contesto instabile come quello del Sahel. 

Il presidente mauritano, Mohamed Ould Cheikh El Ghazouani, ha definito le relazioni bilaterali “eccellenti” e ha ringraziato per il sostegno spagnolo allo sviluppo del Sahel, sottolineando la cooperazione in sicurezza internazionale e tutela ambientale. 

Tuttavia, la Mauritania continua a ricevere critiche da varie organizzazioni umanitarie che denunciano abusi nella gestione migratoria, inclusi arresti arbitrari, espulsioni di massa e persino deportazioni di rifugiati, in particolare verso Mali e Senegal.  

Una realtà alimentata anche dalle politiche dell’Unione Europea che, da anni, ha escogitato il modo di controllare preventivamente il controllo delle sue frontiere grazie investimenti nei paesi del Nord Africa incaricati di attuare una sorta di “esternalizzazione” dei confini. Questa visita di Sanchez in Mauritania non è affatto casuale; coincide con un clima di forte tensione migratoria verso la Spagna. Negli ultimi giorni, Torre Pacheco, un comune della Regione di Murcia con un’alta percentuale di popolazione straniera, è stato teatro di disordini xenofobi. Gruppi radicali di estrema destra hanno attaccato locali frequentati da migranti e hanno compiuto aggressioni verbali e fisiche, generando una dura risposta della polizia e numerosi arresti. Questi episodi hanno riacceso il dibattito sulla convivenza nelle zone con alta pressione migratoria. 

La situazione è stata aggravata dall’ascesa del discorso anti-immigrazione, alimentato da alcuni settori politici e amplificato sui social network, contribuendo a un clima di crescente ostilità verso la popolazione straniera. In questo contesto, la visita di Sánchez in Mauritania assume un significato politico particolare, poiché mira a rafforzare la cooperazione nel controllo migratorio in un momento in cui la migrazione è al centro del dibattito nazionale. 

La Mauritania diventa così un duplice banco di prova per la Spagna: rafforzare la cooperazione con un partner chiave per gestire i flussi migratori verso le Canarie e trasmettere un messaggio di riconoscimento del contributo degli immigrati all’economia spagnola, in un momento segnato dall’aumento della tensione sociale e dal discorso anti-immigrazione in Spagna. Il successo degli accordi firmati e del programma di migrazione circolare sarà determinante per valutare se questa collaborazione potrà diventare un modello di gestione migratoria sostenibile e rispettosa dei diritti umani nella regione. 

Juan Sandes Pueyo  

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Fonti; Sánchez en Mauritania: “El progreso y la buena situación económica de mi país debe mucho a los inmigrantes” | España | EL PAÍS 

Pedro Sánchez aboga por una migración ordenada desde Mauritania para el progreso de España – Demócrata