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L’Africa pensa il futuro e si prepara a guidare la transizione verde 

Le alterazioni degli equilibri climatici toccano ogni anno valori sempre più critici per la vivibilità dei territori, le risorse naturali più scarse, e la politica globale si trova davanti a un bivio: accelerare davvero la transizione ecologica o piegarsi alle pressioni economiche? E in questo contesto le risposte che arrivano dal Sud e dal Nord del mondo sono diverse. In questo contesto, l’Africa si propone come nuova potenza “verde”, consapevole che il futuro del pianeta dipende anche dalla capacità di trasformare le proprie vulnerabilità in opportunità di sviluppo sostenibile. 

L’Africa chiede spazio e investimenti 

Il secondo vertice dell’Unione Africana sul clima, conclusosi il 10 settembre scorso in preparazione alla COP30 che si terrà in Brasile a novembre 2025, ha rilanciato l’ambizione africana di diventare protagonista della transizione ecologica globale. I leader del continente hanno annunciato l’intenzione di presentare alla Conferenza una proposta chiara e ambiziosa: trasformare l’Africa in una potenza industriale nel settore delle energie rinnovabili e delle tecnologie climatiche, chiedendo contestualmente alla comunità internazionale finanziamenti equi e garantiti. 

Nello specifico, i leader africani hanno condiviso la 𝗔𝗱𝗱𝗶𝘀 𝗔𝗯𝗮𝗯𝗮 𝗗𝗲𝗰𝗹𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 per “un sostegno rafforzato e duraturo per ampliare l’attuazione delle iniziative climatiche guidate dall’Africa, come l’iniziativa dell’Unione Africana per la Grande Muraglia Verde, l’iniziativa per il ripristino del paesaggio forestale africano e l’iniziativa etiope per il ripristino del patrimonio verde, tra le altre”. 

Le richieste africane non sono appelli alla carità, ma una rivendicazione legittima di giustizia climatica e di responsabilità storiche condivise. A sottolinearlo è Bankole Adeoye, Commissario dell’Unione Africana per gli Affari Politici, la Pace e la Sicurezza, che ha ribadito come il continente non debba essere considerato un problema da risolvere, bensì una parte attiva della soluzione globale alla crisi ambientale (dichiarazione al Vertice UA sul clima, Addis Ababa 8-10 settembre 2025) 

Inoltre, è da ricordare che nonostante l’Africa contribuisca con meno del 4% delle emissioni globali di gas serra, sconta una forte vulnerabilità ai disastri climatici che, ogni anno, sottraggono al continente fino al 5% del PIL. Oltre 100 milioni di persone rischiano siccità, alluvioni e cicloni, mentre aumentano i conflitti legati alla scarsità di risorse. Per affrontare queste sfide, i leader africani non si limitano ad aspettare finanziamenti esteri, ma hanno siglato un accordo con finanziatori e banche commerciali per mobilitare altri 100 miliardi di dollari da investire in energia verde, dando così un segnale concreto di impegno e autonomia nella costruzione di un futuro sostenibile. 

Stefanina Buonantuono 

Fonti 

https://africaclimatesummit2.et/news-detail/Addis-Ababa-Declaration-officially-and-Successfully-Adopted