A Strasburgo, il parlamento europeo il 12 marzo scorso ha adottato una risoluzione di condanna della “detenzione arbitraria” dell’ex-presidente del Niger, Mohamed Bazoum, e sua moglie Khadidja, dopo il colpo di stato del 26 luglio 2023 dell’attuale presidente generale Tiani. Il testo è stato proposto dall’eurodeputato francese Christophe Gomart (gruppo del Partito Popolare Europeo) generale di corpo d’armata, direttore dell’intelligence militare fino al 2017 ed ex comandante delle forze speciali francesi, in particolare nel Sahel.
Questa risoluzione non è stata ben accetta dalle istituzioni nigerine e dalla popolazione saheliana che è scesa in piazza, a Niamey ma anche a Ouagadougou in Burkina Faso, accusando il parlamento europeo d’ingerenza negli affari interni dei paesi africani.
Nella capitale nigerina, numerosi oratori hanno contestato il modo d’agire del parlamento europeo che non ha avuto lo stesso comportamento in situazioni analoghe; il riferimento al rapimento del Presidente Maduro in Venezuela da parte di un commando americano è riecheggiato più volte nelle piazze. Le dichiarazioni delle autorità nigerine sono state molto dure, lo stesso presidente della transizione, generale Harouna Djingarey, riaffermando la sovranità del Paese, ha negato al parlamento europeo la possibilità d’impartire ordini in Niger. Anche la società civile non è rimasta silente: Inoussa Moussa, attivista nigerino, ha affermato all’agenzia Anadolu, che la risoluzione del Parlamento europeo rappresenta “una manovra della Francia nel vano tentativo di riconquistare il proprio posto nel Sahel e di continuare a sfruttare le risorse minerarie delle sue ex colonie“.
La bussola dei governi occidentali in politica estera dei “due pesi e due misure” è stata fortemente contestata anche perché ha riportato in primo piano il dossier uranio in Niger e, quindi, specificatamente le relazioni con la Francia. Il colpo di stato di luglio 2023, infatti, è stato più volte giustificato dalla nuova giunta proprio per l’incapacità di Bazoum di garantire gli interessi del popolo nigerino. In particolare, gli è stata contestata la posizione d’accondiscendenza sullo sfruttamento indiscriminato del sottosuolo da parte di potenze straniere.
PYel
Fonti:
- TV5monde : Il mandato del presidente nigerino Bazoum, rovesciato e tenuto prigioniero dal 2023, giunge al termine.
- RFI: Il Parlamento europeo chiede il rilascio di Mohamed Bazoum, scatenando una crisi a Niamey.
- Anadolou : Niger. Proteste contro una risoluzione del Parlamento europeo che chiede il rilascio di Mohamed Bazoum

