Nel governatorato di Siliana, nel nord-ovest della Tunisia, l’agricoltura rappresenta molto più di un’attività economica: è un elemento che struttura la vita quotidiana, le relazioni sociali e l’identità delle comunità rurali. In questo contesto, le donne svolgono un ruolo essenziale. Lavorano nei campi, partecipano ai raccolti, si prendono cura del bestiame e trasformano i prodotti agricoli, contribuendo in modo determinante alla sicurezza alimentare e all’economia locale.
Nonostante questo contributo fondamentale, il loro lavoro resta spesso poco riconosciuto dal punto di vista economico e sociale. In molte aree rurali, l’accesso alla terra rappresenta ancora una sfida significativa per le donne, limitando la loro possibilità di sviluppare attività autonome e sostenibili. Il loro impegno rimane spesso confinato all’ambito informale, con poche opportunità di consolidare una reale indipendenza economica.
È in questo contesto che, nella regione di Jebel Serj, alcune realtà locali stanno promuovendo momenti di incontro e riflessione dedicati all’autonomia economica delle donne rurali. Presso la sede del Gruppo di Sviluppo Agricolo Femminile “Hrayer Sidi Hamada”, donne provenienti dalle comunità circostanti si sono riunite per confrontarsi sulle sfide quotidiane e sulle prospettive di sviluppo delle loro attività.
Questi spazi collettivi rappresentano molto più di semplici luoghi di lavoro. Sono contesti in cui si condividono esperienze, si trasmettono conoscenze e si costruiscono strategie comuni per rafforzare la propria posizione economica e sociale. L’organizzazione collettiva consente alle donne di valorizzare le proprie competenze, di sostenersi reciprocamente e di immaginare nuove opportunità di reddito.
Durante gli incontri, sono emerse alcune questioni centrali: la necessità di rafforzare le attività generatrici di reddito anche tramite una migliore cooperazione tra donne e l’ingresso nelle reti locali più strutturate per favorire uno sviluppo più inclusivo.
Promuovere l’autonomia economica femminile in ambito rurale significa, quindi, non solo migliorare le condizioni di vita delle donne, ma anche rafforzare la resilienza delle comunità nel loro insieme. Quando le donne hanno accesso alle risorse e alle opportunità, possono contribuire in modo ancora più significativo allo sviluppo locale, alla sicurezza alimentare e alla trasmissione dei saperi agricoli tradizionali.
Iniziative come quelle sviluppate nella regione di Siliana dimostrano che il cambiamento è possibile e che l’organizzazione collettiva rappresenta uno strumento fondamentale per costruire percorsi di autonomia, dignità e partecipazione.
Stefanina Buonanutono e Chiraz Lassoued