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RTL racconta una “guerra ombra” nel Sahel

Mentre il Mali è sconvolto da una nuova ondata di violenza, almeno 35 civili uccisi in due brutali attacchi avvenuti tra il 5 e il 6 maggio 2026, un’inchiesta giornalistica scuote l’opinione pubblica francese.

Georges Malbrunot, una firma prestigiosa del giornalismo francese – già corrispondente di guerra per Le Figaro, profondo conoscitore delle dinamiche mediorientali e africane che basa il suo prestigio su decenni di lavoro sul campo – durante il programma RTL Matin sugli eventi del 25 aprile ha evidenziato dettagli senza precedenti sulla complessa rete di alleanze militari che agisce nel Paese africano. Che sia la Radio Télévision Luxembourg (RTL), la prima radio privata di Francia – un’istituzione mediatica che conta una media di 6,3 milioni di ascoltatori giornalieri – a raccontare del coinvolgimento di forze straniere in territorio maliano qualifica da sola la notizia. RTL, infatti, per decenni è stato il punto di riferimento per l’informazione nazionale e internazionale, non si tratta di una testata di nicchia. Questa notizia ha suscitato una eco a livello africano ed è diventata un vero caso in Francia.

Secondo Malbrunot, infatti, la Francia manterrebbe un’influenza operativa sul teatro di guerra maliano, schermata da attori terzi. Membri dell’intelligence militare ucraina (GUR), per esempio, starebbero operando nel nord del Mali in coordinamento con i ribelli Tuareg del FLA; questo collegamento è garantito da decine di ex legionari ucraini francofoni, formati nelle fila dell’esercito francese e questa operazione mirerebbe a indebolire i reparti russi dell’Africa Corps (ex Wagner) che sostengono il governo maliano e le forze dell’esercito regolare di Bamako (FAMa). Per Malbrunot la Francia fornirebbe supporto tecnico essenziale, in particolare nel campo delle trasmissioni e delle comunicazioni satellitari. L’alleanza tattica tra ribelli del Fla e reparti ucraini si inserisce in un contesto dove i ribelli sono spesso associati a gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda (JNIM), gli stessi responsabili degli attacchi che continuano a mietere vittime tra la popolazione civile.

Fonti:

RTL France, video di Georges Malbrunot.