Dopo 36 ore dagli attacchi rivendicati dal gruppo terrorista affiliato ad Al-Quaida, Jnim, la situazione nella capitale Bamako e a Kati sembra essere più tranquilla. La situazione non è comunque totalmente comprensibile da parte della popolazione, nella quale regna ancora un sentimento d’incertezza. Il governo infatti ha decretato un coprifuoco per tre giorni dalle 21 alle 6 di mattina per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini della capitale.
Si comincia, invece, a raccogliere notizie dal campo. La stampa internazionale annuncia la morte del ministro della difesa Sadio Camara, assassinato nella sua casa di Kati da un camion-Kamikaze, mentre il presidente Goita sembra che sia stato evacuato dalla stessa Kati.
Non è chiaro se ci siano stati scontri importanti dalle parti dell’aeroporto come annunciato nelle prime ore del 25 aprile. Una cosa è certa però il personale del campo profughi di Senou – una località poco lontana dall’aeroporto Modibo Keita e dove hanno lavorato anche Ong internazionali -, racconta di un veloce passaggio gdi persone armate che potrebbero essere riconducibili ai gruppi alquaidisti di Jnim.
Il giornalista Boubacary Bocoum, di ritorno a Bamako, dopo l’intera giornata del 25 aprile passata a Kati è fortemente provato: “…sono particolarmente toccato per l’entità dei danni e l’amarezza vista sui volti dei nostri connazionali. Ho visto i corpi dei terroristi distesi a terra, i loro stendardi e bandiere ora nelle mani della Forze Armate Maliane (FAMa). Ho assistito all’ultimo combattimento. È stato terribile. Il video che ho girato, principalmente testimonianze di cittadini raccolte sul luogo della tragedia, sono state sequestrate dalla FAMa a causa della sensibilità dell’argomento. Tanto meglio se può aiutare il paese”.
Il governo maliano intanto ha comunicato che la situazione a Bamako è sotto controllo e le Fama hanno respinto l’attacco. Non si può dire la stessa cosa a Kidal, nell’estremo nord del paese, dove invece i i tuarega di Fla, appoggiati da Jnim, hanno conquistato la città.
P. Yelen
Fonti:
- Latitudini
- Radio France Internationale
- Al Jazeera
- Verus+