Il dibattito sul ruolo della Francia in Africa si arricchisce. Mentre il Presidente Emmanuel Macron, dal Kenya, ha definito la cacciata delle truppe francesi una “cattiva decisione” della giunta maliana, un’intervista radiofonica rilasciata a Sud Radio dall’esperto giornalista Norbert Navarro accusa apertamente i vertici dell’Eliseo di aver costruito un vero e proprio “inganno geopolitico” per giustificare la presenza militare nel Sahel.
Norbert Navarro è una firma autorevole del giornalismo transalpino con una profonda conoscenza degli apparati d’intelligence e delle istituzioni africane. Ex caporedattore di Radio France Internationale (RFI) — l’emittente pubblica francese, punto di riferimento storico per la politica estera e la cooperazione — Navarro è oggi cronista per Global Africa Télésud. Nel corso del suo intervento ha smontato la narrazione ufficiale sull’inizio della guerra al terrorismo nel Sahel. Secondo il giornalista, l’avvio dell’operazione Serval nel 2013 (poi diventata Barkhane) voluta dall’allora Presidente François Hollande fu basata su una menzogna di Stato.
“Si disse ai francesi che i jihadisti stavano per impossessarsi di Bamako. È un falso” — ha affermato Navarro — “I terroristi non avevano alcun interesse, né la capacità logistica, di occupare a lungo termine una capitale a loro ostile”. Il vero obiettivo strategico iniziale era il controllo dell’aeroporto di Sévaré, per dividere in due il Mali e creare uno Stato indipendente nel Nord insieme ai ribelli Tuareg. Secondo il cronista, la minaccia sulla capitale fu inventata dallo Stato Maggiore francese per legittimare un intervento militare massiccio agli occhi dell’opinione pubblica.
L’analisi di Navarro si estende alla cronaca di questi giorni, confermando le rivelazioni del collega Georges Malbrunot (RTL) sul fatto che la Francia stia ancora agendo sottobanco nel Paese. Ha etichettato l’operazione dei ribelli nel nord del Mali come un’azione coordinata dalla presenza di ucraini francofoni (intelligence del GUR) con il pieno consenso e il supporto dello Stato Maggiore francese, con l’unico scopo geostrategico di riprendere il controllo di Mali, Niger e Burkina Faso dopo essere stati cacciati dai rispettivi governi.
La Françafrique non è affatto morta, conclude il giornalista, continua a operare sul campo anche tramite canali indiretti.
Dario Gennarini
Fonti:
- Norbert Navarro, La France doit-elle encore aider l’Afrique? Sud Radio