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L’ENESA e il futuro dell’allevamento in Burkina Faso

Nouhoun Zampaligre è stato intervisto come direttore di Enesa. Attualmente è a Roma, come esperto della FAO nel settore della produzione animale 

Dottor Zampaligré, in quanto direttore di ENESA, potrebbe presentare brevemente il lavoro della sua scuola? 

Grazie per questa domanda. L’ENESA è la Scuola Nazionale di Zootecnia e Salute Animale. Una scuola di formazione professionale per funzionari statali nel nostro Paese, in particolare in Burkina Faso,  nata nel 1979. All’epoca, la sua missione era formare dottori e infermieri veterinari. Oggi siamo diventati una scuola che forma: agenti tecnici in allevamento e salute animale, consulenti per la salute animale, ingegneri di laboratorio zootecnico e di salute animale (in collaborazione con un’università del Burkina Faso). 

Oltre alla formazione iniziale, offriamo corsi a breve termine in tutti i settori animali: pescicoltura, acquacoltura, avicoltura, gestione degli allevamenti, produzione di latte e di foraggio. Riceviamo anche agenti per la formazione continua su temi specifici, in particolare l’inseminazione artificiale nel bestiame. 

L’ENESA è un’istituzione pubblica dello Stato dotata di tutti gli organi di governo necessari. Ogni anno contiamo un totale di circa 800 studenti. Siamo il braccio tecnico del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Zootecniche e della Pesca per tutto ciò che riguarda la formazione professionale nella componente zootecnica e delle risorse ittiche. 

Quali sono i progetti futuri della scuola che dirige? 

Va sottolineato che la nostra scuola ha una lunga storia, è un punto di riferimento per il paese. Attualmente siamo in fase di adozione del nostro piano strategico di sviluppo. Un punto essenziale di questo piano è la modernizzazione delle infrastrutture e degli strumenti educativi. 

Cosa significa modernizzare gli strumenti educativi? Significa migliorare le nostre aule e la nostra capacità ricettiva. Lavoreremo anche nelle aziende agricole didattiche affinché la fattoria della scuola disponga di unità produttive in quasi tutti i settori (acquacoltura, produzione lattiero-casearia, allevamento di conigli), diventando così una vera piattaforma di apprendimento pratico per gli studenti. 

Un altro obiettivo importante è trasformare gradualmente la fattoria in un centro di incubazione, affinché gli studenti formati possano essere supportati nell’integrazione socio-professionale e nell’imprenditorialità zootecnica. In consultazione con le autorità, stiamo anche pensando di aprire filiali nei centri di produzione, in particolare negli Agropoli come quello di Bagré, per sostenere lo sviluppo dei settori animali nelle aree di crescita agricola del Paese. 

Qual è l’atteggiamento delle nuove generazioni nei confronti del lavoro nel settore zootecnico? 

Questa è un’ottima domanda. Penso che la zootecnia sia un settore del futuro sviluppo del paese. Non solo, infatti, potrà garantire la produzione e la disponibilità di cibo di qualità nutrizionali importanti ma, al tempo stesso, anche lavoro e reddito per giovani e donne. 

I giovani che formiamo e che aspirano a diventare imprenditori hanno una percezione molto positiva del settore. Vi vedono opportunità lavorative e la possibilità di creare impresa. Direi che c’è una grande considerazione: questi giovani trovano nell’allevamento un modo per vivere meglio. Per questo dobbiamo formarli bene, dando loro la capacità di avere successo non solo nella loro attività, ma anche nella loro vita. 

Andrea Chioini

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Foto; Nouhoun Zampaligre è stato intervisto come direttore di Enesa. Attualmente è a Roma, come esperto della FAO nel settore della produzione animale