Giunta militare e Cedeao: confronto complicato sulla durata della “transizione”

Mali, Bamako – 30 marzo 2022. Si è tenuto in un caldo pomeriggio saheliano di marzo l’incontro – il terzo dall’inizio del 2022 – tra Goodluck Jonathan, mediatore della CEDEAO (Communauté Economique des Etats de l’Afrique de l’Ouest – Comunità Economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest), e Assimi Goita, capo della giunta militare che governa l’attuale “transizione maliana”. 

Persiste il disaccordo sulla durata di questa fase: nessuna data per la tenuta delle elezioni presidenziali ed il ritorno all’ordine costituzionale è stata identificata. Il governo della transizione nel corso dei mesi passati aveva proposto alla CEDEAO una durata – della stessa – di 36 mesi, in seguito una di 29, ed ora una di 24 mesi. Dal canto suo, l’istituzione regionale – che dal 9 gennaio scorso ha imposto sanzioni finanziarie ed economiche al Mali – non cambia posizione, ed esige un prolungamento massimo della transizione tra i 12 ed i 16 mesi. Da ricordare che l’attuale giunta militare ha preso il potere con un “colpo di stato correttivo” nel mese di maggio 2021, 9 mesi dopo il colpo di stato che aveva rovesciato l’allora presidente Ibrahim Boubacar Keita (deceduto il 16 gennaio di quest’anno).

Dall’interno del paese, il Cadre d’échanges des partis et regroupements politiques pour une transition réussie (Collettivo di confronto dei partiti e dei gruppi politici per una transizione riuscita) – che raggruppa una sessantina di partiti e gruppi politici – denuncia molteplici anomalie nella gestione della transizione: violazioni sistematiche degli impegni presi, clima politico segnato da minacce e intimidazioni. Quest’ultimo domanda, dunque, l’organizzazione di una nuova transizione, un nuovo Consiglio Nazionale della Transizione, ed un nuovo Primo Ministro “non di parte”.

(Fonti: AFP, Maliweb, L’Indépendant, Le Sursaut, AA)

DjeCo