A Bamako il basket è uno sport popolare. Meno del calcio ma è molto praticato e seguito. I campi all’aperto lungo l’Avenue de l’Independance, in pieno centro, sono sempre colmi di ragazzi e ragazze che giocano a tutte le ore, pur sotto il caldo cocente del tropico saheliano.
Anche nel quartiere popolare di Hyppodrome, non è raro incontrare ragazze col pallone tra le mani che s’avviano al campetto di cemento, non proprio levigato perfettamente ma comunque frequentatissimo anche nelle ore serali, dopo cena. Sotto i canestri illuminati con una luce fioca non è raro, infatti, vedere un “tre-contro-tre” di ragazzi col fisico possente che si sfidano anche nella stagione delle piogge. Solo gli acquazzoni riescono a “stoppare” la loro voglia di basket.
Che la squadra nazionale maschile del Mali raggiunga, quindi, la finale nel campionato africano per nazioni è un evento straordinario, da seguire. Trattasi inoltre di una première, in questa domenica di fine agosto. Non è andata bene: l’Angola si aggiudica l’Afrobasket 2025, vince 70 a 43.
La delusione è molta tra i supporter maliani davanti gli schermi dei bar di Bamako. Nelle chiacchiere del dopo partita, comunque, rimane l’orgoglio delle vittorie contro il Senegal in semifinale e la Costa d’Avorio nei quarti. A parte l’aspetto sportivo – all’inizio del torneo il Mali era accreditato solo come underdog – rimane tutta la soddisfazione di aver battuto due paesi confinanti, francofoni e dell’africa occidentale. Ce n’est pas une petite chose! Ci dice orgoglioso Amhadou. “siamo i migliori della nostra regione e i nostri ragazzi non hanno certamente le loro risorse economiche!”
Evviva il Mali che lotta quotidianamente contro i terroristi jihadisti e la crisi economica e che è arrivato in finale!
PSun