Sahel 06 agosto 2022 – Ayman al-Zawahiri è stato ucciso con un drone a Kabul da due missili utilizzati durante un attacco USA. Il leader di Al-Qaida, succeduto a Osama Bin Laden a capo dell’organizzazione Jihadista, era ricercato da anni dai servizi segreti statunitensi. Nei paesi saheliani, Ayman al-Zawahiri è stato l’artefice dello sviluppo di Aqmi (Al-Qaida per il Magrheb Islamico) basato sul rispetto delle tradizioni religiose, ma valorizzando le strutture di potere locale e sull’unità d’intenti delle differenti comunità mussulmane contro l’oppressione di uno Stato o di un invasore straniero.
Una jihad contro i crociati, identificati nei potentati locali, oppressivi , corrotti e, soprattutto, sostenuti da potenze straniere.
AQMI dipende strettamente da Al-Quaida centrale che è “… una struttura verticale nella quale esiste una shura (consiglio) centrale, una per AQMI, in Algeria, e differenti shure per Jnim( Gruppo di sostegno all’Islam e Mussulmani), nel Sahel. Queste differenti shure garantiscono l’azione di Al Quaida…”.
Per questa ragione, secondo Guillaume Soto-Mayor – ricercatore associato al Centro africano di studi per la pace dell’Istituo di Timbuktu – l’omicidio di Ayman al-Zawahir non provocherà alcuna destabilizzazione delle attività di AQMI nei Paesi saheliani.
PSun
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