Ci scordiamo di raccontare, invece, che l’Africa occidentale, a cavallo del primo millennio, è stata una regione culturalmente rilevante soprattutto per gli scambi con il mondo arabo, con organizzazioni sociali ed economiche complesse come gli Imperi del Ghana, del Mali e Songhai.
In questo contesto, nel 1235, sotto la presidenza dell’imperatore del Mali, Soundiata Keita, fu promulgata la Carta di Manden. Un testo politico e sociale – oggi lo definiremo anche ambientalista – che è stato tramandato per secoli dalla tradizione orale, quella dei griot. Solo alla fine del XIX secolo i testi della Carta furono parzialmente raccolti e trascritti. Per questa ragione l’Unesco nel 2009 l’ha inserita nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità: “(…) La Carta, che è una delle più antiche costituzioni del mondo, sebbene esista solo in forma orale, è composta da un preambolo e da sette capitoli che promuovono in particolare la pace sociale nella diversità, l’inviolabilità della persona umana, l’istruzione, l’integrità della patria, la sicurezza alimentare, l’abolizione della schiavitù per razzia, la libertà di espressione e d’impresa”.
Una carta dei valori di cui sarebbe utile informare i nostri governi. Almeno della sua dell’esistenza.
Fonti
“La costituzione di Manden” – Luciano BEOLCHI in Alternative per il Socialismo n.75 (2025, marzo)