“Thomas Sankara ha mostrato al mondo che un paese povero e indebitato può essere ricco di dignità e di coraggio” – Daouda Traoré, presidente del Comitato internazionale memoriale Thomas Sankara
Thomas Sankara nasce da una famiglia cattolica che lo vuole indirizzare alla carriera ecclesiastica. Lui, invece, una volta fallita l’iscrizione a medicina, decide di abbracciare la carriera militare. Rivoluzionario sin da subito, essendo un convinto pacifista (e un eccezionale chitarrista jazz), nonostante la sua stretta divisa l’avrebbe dovuto “portare” verso un’altra mentalità. Considerava i conflitti “inutili e ingiusti”.
Negli anni ’70, durante la sua permanenza in Madagascar, si avvicina alle teorie marxiste e leniniste di Adama Touré, militante del Partito africano dell’indipendenza, dalle quali non si è più allontanato nella sua vita.
Nel settembre del 1981 viene nominato Segretario di Stato, ruolo a cui ha ben presto fatto rinuncia perché il regime era troppo lontano dalle esigenze della popolazione. In effetti, la classe politica ostenta il lusso mentre la gente comune è e stremata dalla povertà. Thomas Sankara, in seguito al suo inevitabile arresto, pronuncia alla radio “Guai a prendere in giro il popolo!”
Nel 1983, insieme ad Blaise Compaorè, prende parte al colpo di stato che rovescia il governo di Baptiste Ouédraogo, diventando Presidente.
C’era un primo segnale da dare: Alto Volta diventa Burkina Faso che significa “terra degli uomini giusti”. Non finisce qui. Cambia la bandiera, lo stemma nazionale e l’inno in “Une seule nuit” che recita “contro la cinica malizia del neocolonialismo e dei suoi piccoli servitori locali” nell’ottimismo di un futuro conquistato di libertà e progresso
Sankara non si ferma qui. Si batte in primo luogo per i diritti delle donne, per l’educazione, contro le mutilazioni genitali ed i matrimoni forzati.
Finanzia un ampio programma di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per la popolazione in estrema povertà, oltre a condurre un’importante lotta alla desertificazione con la piantumazione di milioni di alberi nel Sahel
Attivo nella lotta contro l’AIDS, grandissima piaga sociale, promuovendo l’uso di contraccettivi. Per ridurre le spese di gestione del governo vende tutte le Mercedes dell’esecutivo, sostituendole con Renault 5, e si taglia lo stipendio.
Sankara è un forte antagonista dell’imperialismo che attanaglia il continente africano, non solo a livello economico e politico ma anche culturale, propone agli altri paesi africani di rifiutare il pagamento del debito estero di epoca coloniale.
L’essere uomo del suo popolo ha reso Thomas antipatico agli europei, particolarmente ai francesi, ed agli americani. Troppo giusto per permettere le ingiustizie di cui il mondo occidentale continua a nutrirsi. Quel ragazzo duro, sognatore e ribelle diventa un pericolo per gli interessi stranieri.
Il 15 ottobre del 1987, Thomas Isidore Noël Sankara viene assassinato in un colpo di stato promosso dal suo ex amico Blaise Compaorè.
Quella data segna la fine di uno dei politici più rivoluzionari dell’Africa del ventesimo secolo, e l’inizio di uno spirito che non morirà mai.
W SANKARA!
Redazione
Fonti:
In Burkina Faso lo chiamano il “Che nero”. Il suo nome era Thomas Sankara – My Blog
California Newsreel – THOMAS SANKARA: THE UPRIGHT MAN
Burkina Faso. Il mito di Thomas Sankara | Med-Or
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