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L’Africa sarebbe “zona di libero scambio” ma diffida di se stessa

Con il titolo “L’area di libero scambio africano c’è, manca ancora la fiducia” Jacopo Lentini firma un articolo che guarda ad un aspetto poco conosciuto delle dinamiche economiche nei rapporti tra gli stati africani: l’esistenza di un trattato per liberalizzare il commercio continentale (African Continental Free Trade Agreement). L’attivazione, che dovrebbe portare all’azzeramento delle tariffe doganali entro il 2030, rimane pertanto difficile. A frenare il processo ci sono le problematiche condizioni degli apparati statali in tutta l’Africa che hanno grandi difficoltà nell’arginare. Prima fra tutte la diffusione di fenomeni corruttivi alle frontiere presidiate da personale quasi sempre  retribuito con salari irrisori.

L’AfCFTA è stato sottoscritto da tutti gli stati africani con esclusione dell’Eritrea ed è frutto di trattative protrattesi per quasi 30 anni: dal trattato di Abuja (1991), che sancì la nascita della Comunità Economica Africana al summit di Kigali (2018) che ha fatto nascere il trattato di libero scambio dopo i vertici dell’Unione africana di Addis Abeba (2012) e Johannesburg (2015). E porta il nome della capitale ruandese la dichiarazione firmata in quell’occasione contestualmente al Protocollo sulla libera circolazione delle persone che dovrebbe portare alla nascita del passaporto dell’Unione africana.

Fonte – https://ilmanifesto.it/il-mercato-di-libero-scambio-africano-ce-a-mancare-e-la-fiducia-tra-gli-stati