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Niger – Cina: braccio di ferro per il petrolio 

Un braccio di ferro sul petrolio ha fatto entrare in fibrillazione i rapporti tra Niger e China, proprio quando il Niger si appresta a entrare nel novero dei paesi produttori di petrolio. Sullo sfondo lo sfruttamento di un giacimento stimato di circa 650 milioni di barili ad Agadem (nell’est del paese) ha fatto scattare un accordo per lo sfruttamento tra governo nigerino e quello cinese. Nel 2008 veniva attivata una joint-venture attraverso la società Soraz controllata al 60% da Petro China (China National Petroleum Corporation, Cnpc) di proprietà statale. Nell’accordo era inclusa anche la costruzione di una raffineria a Zinder, circa 460 chilometri a sud-ovest del giacimento, con una capacità iniziale di trattamento per 20mila barili al giorno (bpd)  destinati principalmente al mercato interno nigeriano, il cui confine è a un centinaio di chilometri più a sud. Un’architettura che, nelle ultime settimane, ha iniziato a scricchiolare per le critiche del governo nigerino sull’esiguo utilizzo di mano d’opera locale a Zinder da parte di Soraz che, nel frattempo, ha potenziato gli impianti arrivando a trattare circa 88mila barili al giorno. [tradingeconomics] 

Così il ministro del petrolio nigerino ha chiesto una riduzione significativa dei 127 operatori cinesi, di cui 78 ingegneri, da quattro anni nel paese.  

Al tempo stesso, però, ha richiesto la presenza di quel personale specializzato senza il quale le sole maestranze nigerine non sarebbero in grado di far funzionare la raffineria, al 100% delle sue potenzialità.    

Posizione contestata da PetroChina che sta attendendo l’esito delle trattative per dare corso al rimpatrio dei suoi operatori. 

Una vicenda che sta portando in evidenza problemi risalenti all’indipendenza politica dalla Francia, nel 1960: l’autonomia nazionale nelle attività economiche senza competenze adeguate, né accordi di vantaggio reciproco, non sono più possibili in Niger, che ha creato  l’AES con Mali e Burkina Faso. È un cambio di atteggiamento che si sta profilando nella maggior parte dei paesi africani. Anche nei confronti della Cina.   

Non è un caso che, a corollario della vertenza, sia scattata anche la revoca della licenza dell’Hotel Soluxe International, un edificio che sorge nella capitale nigerina e che nel corso del tempo è diventato emblema della vasta cooperazione di lunga data instauratasi fra Pechino e Niamey. [insideover] 

Redazione 

Fonti – https://it.insideover.com/politica/galeotto-fu-il-petrolio-il-niger-espelle-i-dirigenti-cinesi-per-negligenza-verso-i-lavoratori.html 

https://tradingeconomics.com/niger/crude-oil-production