Il premier algerino Sifi Ghrieb è arrivato il 14 settembre a Bamako per una visita ufficiale, accolto con gli onori militari dal suo omologo maliano, il Generale di Divisione Abdoulaye Maïga. La visita giunge tre settimane dopo il viaggio compiuto dallo stesso Maïga ad Algeri, il 24 agosto scorso; un ritmo diplomatico serrato che testimonia la volontà di entrambe le capitali di accelerare il processo di riavvicinamento dopo mesi di tensioni.
Dopo un primo colloquio tra i due premier, la delegazione algerina si è diretta al Palazzo di Koulouba, sede della presidenza della Repubblica, per l’incontro con il Capo di Stato maliano, Assimi Goïta, Presidente della Transizione, al quale Ghrieb ha consegnato un messaggio personale del presidente algerino Abdelmadjid Tebboune.
A seguire, le due delegazioni governative si sono riunite in una sessione di lavoro che ha affrontato soprattutto i dossier della sicurezza e del coordinamento regionale. Ghrieb ha auspicato un rafforzamento degli sforzi comuni per la stabilità, lo sviluppo e la prosperità dello spazio regionale e continentale e ha indicato che i colloqui dovranno portare a degli sviluppi sulla lotta al terrorismo, cooperazione militare e condivisione di informazioni di intelligence. Una roadmap che sarà sottoposta ai dirigenti dei due paesi in occasione di una futura visita di Goïta ad Algeri.
Sul tavolo anche l’approfondimento della cooperazione bilaterale in nuovi settori come quelli dell’energia, risorse minerarie, agroalimentare e il rilancio degli strumenti istituzionali esistenti, a cominciare dalla Commissione Mista di Cooperazione Algeria-Mali.
Il disgelo non era scontato. Tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025 le relazioni tra i due paesi avevano toccato i minimi storici: Bamako aveva accusato Algeri di complicità con i gruppi armati del Sahel, scatenando uno scambio di accuse diplomatiche che aveva congelato ogni dialogo. Il fatto che in poche settimane si siano susseguite due visite di alto livello segna una discontinuità evidente rispetto a quella stagione.
Resta però da capire se la diplomazia produrrà risultati concreti sul terreno che più conta: la sicurezza. Mali e Algeria condividono oltre 1.300 chilometri di confine, lungo il quale operano da anni gruppi jihadisti, Jnim in particolare affiliato ad Al Qaida, e separatisti tuareg che combattono l’esercito maliano. Bamako chiede da tempo ad Algeri azioni concrete per contenere questi gruppi. In conclusione, i due premier hanno riaffermato la volontà di approfondire le relazioni bilaterali, ma senza date, senza una convocazione della commissione mista e senza impegni operativi sulla sicurezza. Il riavvicinamento resta un processo in corso.
Di Dario Gennarini
Fonti:
- RFI, Algeria: Il Primo Ministro effettua una visita ufficiale a Bamako
- RFI, Mali: A Bamako, il Primo Ministro algerino chiede un rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.