Il Mali che raccontano gli amici e colleghi da Bamako è molto diverso da quello che si legge sulla stampa italiana e in generale su quella europea.
Sembra, infatti, che chi scriva di Mali sia interessato a perseguire principalmente due obiettivi: condannare la presenza russa ed evidenziare l’inadeguatezza del progetto Alleanza degli Stati del Sahel (Aes).
Il titolo della Repubblica del 28 aprile è esemplificativo ”Ministri uccisi e russi in fuga: i jihadisti all’assalto del Mali”. Una mezza verità che attrae l’attenzione principalmente sullo smacco militare, non solo in Mali ma anche negli altri due paesi Aes, Burkina Faso e Niger. L’articolo scritto da Tunisi evidenzia il fallimento dei militari russi nella lotta al jihadismo e, dell’assassinio del ministro della difesa Camara sottolinea come fosse il numero due della giunta, russofono ed ex-studente a Mosca. Ipotizza il presidente Assimi Goita a Bamako, in una residenza segreta e non a Niamey, “…in Niger con la sua famiglia …” come suppone invece un’altra testata italiana. La stessa che, avvalendosi di analisti spiega la nuova strategia di JNIM, organizzazione saheliana affiliata ad Al-Qaeda: “ …i jihadisti stanno mantenendo un profilo basso” per impedire alla comunità internazionale d’intervenire agitando lo “spauracchio evidente del terrorismo”.
Sono marginali, invece, le informazioni sullo stato della popolazione maliana, descritta, però, come assediata a Bamako, in costante pericolo per la presenza di jihadisti in città e per questo limitata anche nei movimenti urbani.
La situazione non è rosea a Bamako, e nel Mali, ma i nostri colleghi/amici, per telefono ci raccontano che in città si circola, gli uffici sono aperti, il coprifuoco è finito, dopo 5 giorni. La preoccupazione principale si concentra sull’incertezza di trovare il gasolio, anche se già sabato 2 maggio sono ricominciati i rifornimenti, e in generale sull’impossibilità d’intravedere un percorso di pace, a breve.
JNIM, infatti, ha rilasciato un comunicato ufficiale dove esplicita l’obiettivo degli attacchi e dell’alleanza con il fronte tuareg (FLA) : “…la costruzione di un nuovo Mali che abbia come una delle priorità l’applicazione della Sharia islamica”. D’altro canto, Assimi Goita, il 28 aprile, è riapparso in pubblico, in una “riunione di lavoro” al palazzo presidenziale di Koulouba, con l’ambasciatore della federazione russa in Mali, Igor Gromyko nella quale è stato riaffermato il partenariato strategico e militare tra i due paesi. “L’ambasciatore russo ha ribadito l’impegno del suo Paese a sostenere il Mali nella lotta contro il terrorismo internazionale, menzionando le operazioni congiunte delle forze armate maliane e russe”.

Fonti
- Le 360 afrique
- RFI
- La Repubblica
- Africa Rivista
- Comunicato JNIM del 30apr26