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Tafouk TV: la televisione comune della Confederazione degli stati del Sahel  

Il Sahel ha ora la sua televisione. Si chiama Tafouk TV, “tafouk” significa “sole” in tamasheq, una delle lingue più diffuse nella regione ed è la prima emittente televisiva comune della Confederazione degli Stati del Sahel, che raggruppa Burkina Faso, Mali e Niger. Il progetto è stato lanciato ufficialmente a Bamako nel dicembre 2025, alla presenza dei tre capi di Stato della Confederazione. Da allora è seguita una lunga fase preparatoria fatta di selezione delle redazioni, organizzazione editoriale e allestimento dei palinsesti.  

La domanda ovvia è perché creare una televisione comune quando ciascuno dei tre paesi dispone già di una propria emittente nazionale. La risposta sta nella missione: Tafouk TV non è una replica delle televisioni di Stato esistenti, ma ha un obiettivo editoriale distinto. Vuole raccontare l’attualità del Sahel dal Sahel, e parlare dell’Africa e del resto del mondo con uno sguardo africano e saheliano, prospettiva che i suoi fondatori ritengono assente o marginale nei media internazionali che dominano attualmente l’informazione nella regione. 

Sul fronte dei partenariati internazionali, l’8 luglio 2026 Tafouk TV ha firmato una convenzione con Russia Today, il media di informazione internazionale russo. L’accordo prevede scambi di contenuti ed esperienze, oltre a possibilità di copertura congiunta sull’attualità in Russia e nei paesi dell’AES. La scelta del partner non è casuale: Russia Today è già presente nel panorama mediatico dell’Africa occidentale, e l’accordo consolida una collaborazione tra Mosca e l’AES anche sul piano dell’informazione. 

La nuova emittente si inserisce peraltro in un progetto mediatico più ambizioso. La Confederazione sta lavorando parallelamente alla creazione di una radio e di un’agenzia di stampa comune, che avrà sede a Niamey. L’obiettivo primario è costruire un ecosistema dell’informazione autonomo, capace di produrre una narrazione del Sahel indipendente dai circuiti mediatici occidentali che fino ad oggi hanno dominato la narrazione su questa parte d’Africa. 

Dario Gennarini

Fonti: 

Lyse T’informe, Una televisione comune per tre paesi, l’AES l’ha fatto.