WhatsApp Image 2026-09-02 at 12.19.54

Tunisia, estate 2026: quando l’ondata di calore rivela le fratture sociali  

Come tutti i paesi che affacciano sul Mediterraneo, anche la Tunisia ha vissuto una delle ondate di calore più intense degli ultimi decenni. Nel mese di luglio le temperature hanno sfiorato i 49 °C, interruzioni d’acqua e d’elettricità superiori alle 24 ore, incendi che hanno devastato più di 4.400 ettari di foreste. Questi fenomeni estremi non hanno messo in luce solamente la vulnerabilità strutturale del Paese di fronte al cambiamento climatico ma anche le profonde disuguaglianze che attraversano il suo territorio e la sua società. Tra aree urbane e rurali, Nord e Sud, famiglie protette e popolazioni esposte, l’ondata di calore ha agito da rivelatore delle ingiustizie ambientali e sociali. In diversi governatorati, ha portato i cittadini in strada. 

Screenshot 2026 09 02 122516

Figura 1: Tabella 1 – Nuovi record della temperatura massima registrati nel luglio 2026.  

Screenshot 2026 09 02 122545

Figura 2: Tabella 2 – La temperatura minima più elevata registrata nel luglio 2026.  

Un’estate ad alta tensione climatica 

Nel mese di luglio, un’importante ondata di calore ha interessato gran parte del Paese. Il 20 e 21 luglio, l’Institut national de la météorologie (INM) ha posto 21 governatorati su 24 in allerta arancione per una situazione di caldo estremo, accompagnata in particolare da venti di scirocco (chiamato localmente «Shehili»), con temperature massime tra i 45 e 49 °C, nelle zone interne, e 40–44 °C sulla costa orientale.  

Già nel mese di giugno si erano già registrate temperature superiori alla norma, in tutto il Paese. Secondo il bollettino climatico dell’INM, la temperatura media nazionale di giugno 2026 ha superato di 1,9 °C la media, caratterizzandolo come uno dei mesi di giugno più caldi dal 1950. 

Dietro queste cifre si cela una realtà più complessa.  La temperatura elevata, infatti, rappresenta un rischio per l’intera popolazione, ma le sue conseguenze sono profondamente diseguali. 

Gli anziani, i bambini, le persone affette da determinate patologie e quelle che vivono sole sono particolarmente esposti. La vulnerabilità dipende anche dalle condizioni abitative, dall’accesso all’acqua e all’elettricità, dalla possibilità di disporre di uno spazio fresco e dal tipo di lavoro svolto. 

I lavoratori agricoli, gli operai edili, gli addetti agli spazi esterni o i lavoratori informali difficilmente possono interrompere la propria attività quando le temperature diventano pericolose. 
Il caldo diventa allora non soltanto una questione climatica e sanitaria, ma anche una questione sociale ed economica.  

Quando le infrastrutture cedono sotto pressione 

Un’ondata di calore non riguarda soltanto le temperature registrate dalle stazioni meteorologiche. Si traduce anche in un aumento del fabbisogno di acqua ed elettricità, proprio nel momento in cui risorse e infrastrutture sono sottoposte a una forte pressione. 

Durante l’ondata di calore di luglio, la STEG ha annunciato la possibilità di interruzioni programmate dell’elettricità in diverse regioni, al fine di preservare la sicurezza e la continuità del sistema elettrico. Le misure riguardavano in particolare località della Grande Tunisi, del Nord, del Centro, del Centro-Ovest e del Sud. 

In alcune regioni, le perturbazioni hanno riguardato anche l’approvvigionamento idrico. Il 22 luglio, una riunione di alto livello è stata dedicata alle interruzioni prolungate di acqua ed elettricità, nonché agli incendi registrati in diverse regioni del Paese. La presidenza ha in particolare giudicato inaccettabili le interruzioni dei servizi superiori alle 24 ore e ha chiesto che i cittadini siano informati in anticipo quando le interruzioni sono inevitabili. 

Quando viene a mancare l’elettricità durante un periodo di caldo molto intenso, l’accesso all’acqua, la conservazione degli alimenti, il funzionamento delle apparecchiature mediche, il comfort termico delle abitazioni e la continuità di alcune attività professionali possono essere compromessi contemporaneamente. 

Articolo di Chiraz Lassoued

Fonte:  

  • Institut National de la Météorologie, «Bulletin Climatologique préliminaire : Juillet 2026», 12 agosto 2026. 
  • Agence Tunis Afrique Presse (TAP) e media e stampa tunisini (RTCI, La Presse de Tunisie, Kapitalis, Webdo, L’Économiste maghrébin, EspaceManager, ecc.): informazioni sulle interruzioni di acqua ed elettricità, sugli incendi e sulle mobilitazioni cittadine, sullo stress idrico, ecc.