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Le risorse idriche in Tunisia: una crisi strutturale che va oltre l’estate

Da diversi anni la Tunisia si trova in una situazione di stress idrico. Secondo i dati della FAO, circa l’80% dei prelievi idrici totali è destinato all’agricoltura irrigua e la disponibilità di acqua rinnovabile, nel 2020, era stimata in circa 390 m³ per abitante.

Le ondate di caldo di questa estate ormai non possono essere più valutate come eccezionali, stanno infatti solamente accentuando una crisi già esistente, e la gestione del soddisfacimento dei fabbisogni d’acqua della popolazione, delle colture e degli animali non può più essere considerata in maniera episodica, effetto di una successione di interruzioni o di difficoltà di approvvigionamento.

In quest’anno 2026 la situazione ha raggiunto picchi elevati di criticità ed ha aggravato le forti disparità territoriali. Le risorse idriche sono, infatti, molto più abbondanti nel Nord rispetto al Centro e soprattutto al Sud del paese. In particolare, la FAO evidenzia come anche la stragrande maggioranza delle acque superficiali si trovi nella regione settentrionale del Paese.

La vulnerabilità climatica non è quindi distribuita in modo uniforme sul territorio e dipende anche dalla disponibilità delle risorse naturali, dalla qualità delle infrastrutture, dall’accesso ai servizi essenziali e dal reddito delle famiglie.
Una famiglia che dispone di un’abitazione ben isolata, di un sistema di climatizzazione e di un approvvigionamento regolare di acqua ed elettricità non vive un periodo di caldo estremo nello stesso modo di una famiglia alle prese con interruzioni prolungate o di un lavoratore che deve svolgere la propria attività all’aperto.

Allo stesso modo, i governatorati del Nord, meglio dotati di infrastrutture idriche ed elettriche, sono relativamente più protetti rispetto a quelli del Centro e del Sud, dove le risorse sono più limitate e le reti più fragili.

Di fronte al cambiamento climatico, la domanda non è dunque soltanto: «Quale sarà la temperatura?», ma anche: «Chi può davvero proteggersi dalle sue conseguenze?»

Chiraz Lassoued

Fonte:

  • FAO (AQUASTAT / WaPOR): dati sulle risorse idriche, sulla produttività dell’acqua e sulla distribuzione spaziale delle acque superficiali in Tunisia
  • Agence Tunis Afrique Presse (TAP) e media e stampa tunisini (RTCI, La Presse de Tunisie, Kapitalis, Webdo, L’Économiste maghrébin, EspaceManager, ecc.): informazioni sulle interruzioni di acqua ed elettricità, sugli incendi e sulle mobilitazioni cittadine, sullo stress idrico, ecc
  • L’Economiste magrhebin : La Tunisie face au stress hydrique, un besoin urgent de financement et des alternatives à accélérer. 12 aprile 2026.
  • EspaceManager. «Tunisie : La situation hydrique s’améliore mais reste vulnérable», 30 maggio 2026.

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 Appezzamenti di agricoltura irrigua, settore che assorbe circa l’80% dei prelievi idrici in un contesto di stress idrico molto elevato.

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Diga tunisina, che illustra la diminuzione delle riserve idriche del Paese.