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La Francia chiude la sua ultima base militare in Africa Occidentale e segna la fine di un’epoca 

Con la consegna simbolica delle sue installazioni militari in Senegal, la Francia ha chiuso l’ultimo capitolo della sua presenza militare diretta in Africa Occidentale, una regione dove, per oltre sei decenni, dopo la decolonizzazione, ha mantenuto un’impronta significativa. 

Il generale francese Pascal Ianni ha ceduto formalmente il controllo del campo militare Geille, situato nella capitale senegalese, al capo di Stato Maggiore, il generale Mbaye Cissé, in una cerimonia carica di simbolismo. Pochi minuti dopo, è stata ammainata la bandiera francese e issata quella senegalese. Una scena simile si è vissuta nella base aerea situata presso l’aeroporto internazionale Blaise Diagne, suggellando così il ritiro totale dal territorio. 

L’uscita dal Senegal — ultimo avamposto della presenza militare francese in Africa Occidentale e Centrale — rappresenta l’atto conclusivo di una fase di ripiegamento iniziata mesi fa. In totale, circa 350 soldati francesi hanno completato il ritiro in maniera scaglionata a partire da marzo, con la consegna progressiva di installazioni come le stazioni militari Maréchal e Saint-Exupéry a Dakar, e la base tecnica di Rufisque. 

A differenza delle espulsioni avvenute in Mali, Burkina Faso, Niger o Ciad — dove governi militari hanno rotto i rapporti con Parigi in mezzo a tensioni politiche e sociali — l’uscita dal Senegal è avvenuta in maniera consensuale ma decisa. È stata, di fatto, una decisione sovrana del governo senegalese, che alla fine del 2024 ha annunciato la volontà di porre fine alla presenza di truppe straniere nel proprio territorio. Sia il presidente Bassirou Diomaye Faye che il primo ministro Ousmane Sonko hanno ribadito pubblicamente che tale decisione rispondeva alla necessità di riaffermare l’autonomia nazionale. 

Tuttavia, il momento resta storico: questa base era l’ultima installazione francese attiva in tutta la regione. Il ritiro segna la fine di un ciclo iniziato dopo la decolonizzazione, quando Parigi manteneva truppe nelle sue ex colonie come parte di una politica di influenza regionale. 

La decisione rappresenta anche un profondo cambiamento nella strategia francese nel continente. Le autorità di Parigi parlano ora dell’inizio di una “nuova fase di cooperazione” con i partner africani, basata sul dialogo politico, la formazione e il supporto logistico, ma senza una presenza armata permanente sul terreno. Secondo fonti ufficiali, rimarranno solo piccoli contingenti in Costa d’Avorio e in Gabon, con funzioni limitate e senza carattere di base permanente. 

Con questo ripiegamento, Gibuti — nel Corno d’Africa — diventa l’unica base militare francese nel continente. Ospita oltre 1.500 soldati, in un punto considerato strategico per la sua vicinanza allo stretto di Bab el-Mandeb, una rotta cruciale per il commercio globale e nodo di crescente interesse geopolitico. 

Il ritiro francese — silenzioso ma deciso — riconfigura la mappa delle alleanze in Africa. Non è più la Francia a dettare il ritmo della sicurezza regionale. I paesi africani, da Dakar a Niamey, avanzano nella costruzione di un nuovo equilibrio in cui autodeterminazione, diversificazione dei partner e voce propria segnano il passo del presente. 

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Juan Sandes Pueyo

Fonti: Francia se retira de Senegal, poniendo fin a su presencia militar permanente en África Occidental | AP News 

Presencia militar en África Occidental: Francia deja Senegal – DW – 17/07/2025