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Dal braccio di ferro con l’UE al Vertice di Accra: il nuovo paradigma sahéliano 

Se la risoluzione del Parlamento Europeo su Mohamed Bazoum dello scorso 12 marzo ha segnato il punto di non ritorno nelle relazioni diplomatiche tra Bruxelles e il Niger, il Vertice di Accra del 4 marzo 2026 ha rappresentato il momento in cui questa rottura si è trasformata in una dottrina politica organica. Non si tratta più solo di difendere la legittimità di un governo, ma di imporre una visione dove la sicurezza e la gestione delle risorse sono due facce della stessa medaglia: la sovranità.  

Ad Accra, i rappresentanti dell’AES hanno chiarito che il tempo delle operazioni militari dettate da agende esterne è finito. Questa posizione è la risposta diretta a quella “bussola dei due pesi e due misure” contestata nelle piazze di Niamey. Per l’AES, la sicurezza non può essere un servizio “chiavi in mano” offerto dall’Occidente in cambio di nuove forme di “relazioni privilegiate” soprattutto nei rapporti economici. L’insistenza dei vertici dei tre paesi AES sulla sovranità nazionale e la ricerca di un’autonomia economica è il tentativo di spezzare quel legame neocoloniale, sancito dal binomio assistenza militare e sfruttamento delle risorse, che ha limitati reali processi d’indipendenza nei paesi africani del post indipendenza. Il punto più innovativo emerso ad Accra è il legame tra sicurezza e servizi di base per i cittadini. Mentre l’UE, infatti, pone l’accento soprattutto sul rispetto formale dei dettami delle procedure della democrazia liberale e sulla figura di Bazoum, l’AES risponde ponendo sul tavolo i problemi degli ospedali, scuole e presenza dello Stato nelle zone marginali dei differenti paesi per garantire livelli significativi di sicurezza alimentare. Questa strategia mira a disinnescare la narrazione europea: l’AES non accetta di essere descritta come una confederazione di governi militari isolati, ma come una nuova classe dirigente, svincolata dalle “sudditanze storiche” che propone un modello di Stato sociale, come strumento di contrasto al reclutamento jihadista.  

L’Aes non è isolata, e non lo vuole essere. In questo senso va letta l’”apertura tecnica” alla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Cedeao) per una partnership tra pari. Il messaggio inviato da Accra è speculare a quello inviato a Strasburgo: “Collaboreremo per la stabilità della regione ma solo se riconoscerete che i soli responsabili del destino saheliano siamo noi”.  

Dario Gennarini

Fonti:   

Latitudini: L’UE in Niger: tra Bazoum e i “padroni dell’uranio”  

Africa rivista: Francia e Ucraina accusate di sostegno al terrorismo nel Sahel  

Sito Ufficiale ECOWAS (ecowas.int)  

Articolo di Simon Kabore.