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Bamako – Durante il fine settimana un attacco terroristico ha preso di mira diversi villaggi appartenenti al comune di Diallassago, circondariato di Bankass, Regione di Mopti

Mali, un altro massacro di civili. 

Lunedì 20.06.2022, secondo il rapporto ufficiale del governo, 132 civili sono stati uccisi. Sebbene nessuno abbia rivendicato la responsabilità degli attacchi, le autorità del Mali accusano i jihadisti delle KATIBA MACINA apparteneti alla coalizione JNIM, (Jama’at Nasr al-Islam wal Muslim o Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani) legata ad al–Qaeda affermando la presenza dei suoi combattenti nelle zone di Diallassagou, Diamweli, Dessagou e Ségué interessate dall’attacco e dalle atrocità. Secondo diverse fonti locali e di sicurezza, circa 100 jihadisti sono arrivati nei villaggi in sella a motociclette ed armati alle ore 16.00 di sabato 18 giugno per andarsene solo a notte fonda, da Ségué solo la domenica. I cacciatori tradizionali « dozo » di stanza a Ségué sono riusciti a respingere gli aggressori, ma una persona è rimasta uccisa negli scontri. Negli altri villaggi del comune di Diallassagou i jihadisti hanno commesso terribili massacri, rapendo gruppi di uomini e giustiziandoli in vari luoghi nei dintorni dei villaggi. Nel corso dell’attacco, sono stati incendiati mercati, case, negozi, veicoli e raziato il bestiame. Centinaia di abitanti dei villaggii sono fuggiti, la maggior parte verso Bankass, a circa 40 km di distanza. Nel febbraio 2021 dello scorso anno fu raggiunto un accordo di pace intercomunale a Diallassagou che fino ad oggi aveva ristabilito la pace mettendo a tacere le armi e permettendo alla popolazione di ritornare a circolare liberamente. Si ritiene che l’attacco jihadista possa essere inquadrato come una risposta alle operazioni militari di contrasto al terrorismo delle FAMA (Forze Armate Maliane). Secondo diverse fonti locali la KATIBA MACINA avrebbe agito per rappresaglia incolpando alcuni abitanti dei villaggi di aver infranto l’accordo di pace del febbraio 2021 sostenendo l’esercito maliano e sui collaborato russi (Wagner) nella conduzione di operazioni militari e di anti-terrorismo nella zona. Alcuni abitanti di Diallassagou, Diamwelli e Dessagou sono stati accusati dai jihadisti di aver agito come informatori o addirittura guide per l’esercito maliano. Questo nuovo e raccapricciante massacro si inquadra quindi come una folle rappresaglia diretta sia contro l’esercito maliano che alla popolazione civile accusata di aiutarlo e sostenerlo. In un comunicato, la MINUSMA ha dichiarato di aver contattato le autorità maliane per inviare una missione di supporto a protezione dei civili e per la stabilizzazione dell’area. Lunedì 20 giugno, il Presidente  Assimi Goïta, attraverso il suo portavoce, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale e presentato a nome del governo le “più commosse” condoglianze alle famiglie delle vittime assicurando che le forze di difesa e di sicurezza maliane “continueranno con determinazione la ricerca e la distruzione dei santuari terroristici nel quadro del piano Maliko e dell’operazione Keletigui“.