Con la restituzione delle chiavi dei locali di Koulouba al proprietario dell’immobile, avvenuta alla fine di giugno 2026, Air France ha ufficialmente chiuso il capitolo burkinabé della sua storia. Lo stesso giorno, il 30 giugno, la compagnia di bandiera francese ha spento le luci anche nel suo ufficio di Bamako, seppellendo definitivamente ogni presenza in Mali. Non si tratta di una sospensione temporanea né di una pausa operativa: Air France ha abbandonato i due paesi saheliani.
La vicenda ha radici lontane. Tutto ha inizio il 7 agosto 2023, quando la compagnia sospese i voli da e per Mali, Niger e Burkina Faso, in un contesto di crescente tensione tra Parigi e i governi della regione. Da quel momento, non è mai stato seguito ai ripetuti annunci di riattivazione.
In Burkina Faso l’epilogo è funzione della rottura delle relazioni diplomatiche tra Ouagadougou e Parigi, il 26 giugno 2026. Il governo burkinabé ha accusato la Francia di «attivismo incessante» e di coltivare «ambizioni neocoloniali». Una formula diplomatica che esplicita un rancore accumulato negli anni, alimentato dalla percezione — diffusa nell’opinione pubblica della regione — che la presenza francese, negli ultimi anni, ha perseguito costantemente l’obiettivo di destabilizzare le attuali leadership dei Paesi dell’AES (Mali, Burkina Faso e Niger), anche sostenendo i terroristi di Jnim, affiliati ad Al Qaida.
Questa dimensione politica si è incrociata col destino dei lavoratori locali di Air France in Burkina Faso. La compagnia ha proposto un ricollocamento in altri paesi della regione ma ha accettato la scelta di coloro che hanno preferito il pensionamento volontario anticipato.
La partenza di Air France da Mali e Burkina Faso è un fatto epocale, fin dai tempi di Air-Afrique e di UTA – le due compagnie “africane” che servivano l’africa occidentale -, infatti, aveva l’egemonia del traffico aereo nei paesi francofoni di questa parte del mondo. Rappresenta, quindi, con evidenza cristallina, la crisi profonda nei rapporti tra la Francia e una parte dei paesi saheliani, ex colonie, dove si sta assistendo anche alla chiusura di importanti uffici commerciali, dopo lo smantellamento delle basi militari e il ridimensionamento delle ambasciate. È il disegno di un ritiro complessivo che Parigi stenta ancora ad ammettere come tale.
Fonti:
Wakat Séra, Burkina Faso: Che fine hanno fatto i dipendenti di Air France?