Con un voto storico e unanime, i deputati dell’Assemblea Nazionale francese hanno approvato l’abrogazione formale del Code Noir (Codice Nero), l’insieme di decreti regi che a partire dal 1685 ha regolato lo status, i diritti e le durissime punizioni inflitte agli schiavi nelle colonie francesi. Il voto arriva a ben 178 anni di distanza dall’abolizione formale della schiavitù in Francia (avvenuta nel 1848), cancellando un’incomprensibile falla legislativa presente nei registri ufficiali dello Stato francese.
L’iniziativa parlamentare è stata promossa dal deputato Olivier Serva (del gruppo Liot), originario della Guadalupa (Guadeloupe). L’obiettivo della proposta di legge era l’abrogazione esplicita e definitiva di tutti i testi legislativi e regolamentari relativi alla schiavitù e alla tratta degli schiavi promulgati sotto l’Ancien Régime.
Fino a questo voto, infatti, il Code Noir non era mai stato tecnicamente revocato dal corpus giuridico francese, sebbene le sue disposizioni fossero state rese totalmente obsolete e prive di valore legale dai successivi testi costituzionali e dai codici dei diritti umani fondamentali.
Il dibattito in aula ha registrato una convergenza totale da parte di tutti gli schieramenti politici, dalla sinistra all’estrema destra. I deputati dei territori francesi d’oltremare hanno sottolineato il valore non solo simbolico, ma profondamente etico e memoriale di questa decisione: il promotore, Olivier Serva, ha dichiarato che questa abrogazione formale rappresenta un atto necessario di giustizia storica e un riconoscimento formale delle sofferenze subite da milioni di persone nei territori d’oltremare, «Oggi ripuliamo il codice della Repubblica da una macchia indelebile», ha dichiarato in aula. «Il Code Noir definiva i nostri nonni e i nostri padri come “beni mobili”. Riconoscere l’obsolescenza di questo orrore per legge significa restituire, con la forza del diritto, la dignità assoluta che era stata strappata a milioni di anime nelle nostre isole». Il deputato Devy Rimane della Guyana ha sottolineato che «Questo voto non cancella il passato, né sana i crimini del colonialismo». Karine Lebon Deputata di La Réunion ha aggiunto che «È un atto di igiene democratica che i popoli dell’oltremare aspettavano da quasi due secoli».
La revoca del Code Noir risponde a una lunga battaglia culturale e politica portata avanti dalle associazioni per la memoria della schiavitù e dai rappresentanti dei territori d’oltremare (come Guadalupa, Martinica, Réunion e Guyana). Con questo voto, la Francia compie un ulteriore passo nel percorso di riconoscimento dei crimini coloniali e della tratta transatlantica sulla scia della Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha definito la schiavitù transatlantica il più grave crimine contro l’Umanità (che ha visto il voto contrario di sole tre nazioni, Stati Uniti, Israele e Argentina). Confermando l’incompatibilità assoluta di quei testi storici con i valori repubblicani di Liberté, Égalité, Fraternité.
Di Dario Gennarini
Fonti:
RFI, 178 anni dopo l’abolizione della schiavitù, i deputati francesi abrogano all’unanimità il Code Noir
CSER, Risoluzione storica che definisce la schiavitù transatlantica “il più grave crimine contro l’umanità”