guinea-bissau.varela.miniere.zirconio

Guinea-Bissau: le miniere di zirconio distruggono le coltivazioni. Donne in rivolta incendiano le attrezzature

Pochi giorni fa hanno preso d’assalto e incendiato le attrezzature minerarie gestite da un’azienda cinese che dal 2022 sta sfruttando il sito che si trova  nel nord-ovest del paese lungo la costa dell’Atlantico (regione Cacheu, municipalità di Varela).

Un episodio che rimanda subito alle parole pronunciate dal papa Bergoglio nel corso della sua visita in Congo quando lanciò un ammonimento inequivocabile: “giù le mani dall’Africa”.

Dell’episodio hanno riferito “il Fatto Quotidiano” e “Avvenire” sottolineando che le autorità ufficiali hanno deplorato l’accaduto invitando ad arrestare le protagoniste della protesta che si sono dovute rifugiare nella foresta per sfuggire alla repressione.

Il tema dello sfruttamento minerario in Africa è entrato a pieno titolo nelle dispute geo-politiche dal momento che le multinazionali originarie dell’Occidente vengono, man mano, sostituite dai potentati economici cinesi (con un crescente protagonismo russo): lo evidenzia un interessante approfondimento de “La via libera”, magazine dell’associazione Libera, che ricorda come la resistenza delle popolazioni locali contro lo sfruttamento selvaggio delle risorse minerarie stia rimettendo in discussione gli accordi che le élites locali continuano a stringere con i “predatori” di ogni bandiera.

Redazione