Il Parlamento Europeo ha approvato formalmente la risoluzione 2026/2767(RSP), intitolata “Répression persistante de l’espace civique et des libertés fondamentales au Burkina Faso” (Persistente repressione dello spazio civico e delle libertà fondamentali in Burkina Faso). Un atto politico inusuale, difficilmente riscontrabile negli atti parlamentari anche di fronte a situazioni africane molto più complesse di quelle burkinabé attuali. Ha denunciato la supposta stretta autoritaria del governo guidato dal capitano Ibrahim Traoré innescando, in questo modo, un effetto domino diplomatico, portando alla successiva rottura delle relazioni diplomatiche formali tra Ouagadougou e la Francia.
Il documento approvato dall’Eurocamera esprime profonda preoccupazione per il deterioramento dei diritti umani nel Paese saheliano, puntando il dito contro le crescenti limitazioni alla libertà di stampa, il reclutamento forzato di attivisti e membri dell’opposizione nelle file delle milizie di difesa della patria (VDP) e i presunti abusi compiuti durante le operazioni di sicurezza.
Il dibattito in plenaria, svoltosi il 17 giugno prima del voto del 18 giugno, è stato caratterizzato dal duro intervento dell’eurodeputato francese ed ex generale dell’esercito Christophe Gomart (esponente del gruppo dei Cristiani Democratici del PPE). Gomart, forte del suo passato al vertice dell’intelligence militare transalpina, ha dipinto un quadro allarmante della gestione Traoré. Le sue parole hanno scatenato l’ira immediata di Ouagadougou, che ha liquidato la risoluzione come un atto mosso da una “prospettiva neocoloniale” e del tutto scollegato dalle dinamiche reali della lotta al terrorismo nel Sahel.
I verbali dei voti per appello nominale (vote par appel nominal) evidenziano come la delegazione italiana a Strasburgo abbia rispecchiato la visione politica nazionale: il fronte compatto a favore della risoluzione ha visto la convergenza delle forze di centro-destra e del centro-sinistra europeista. Ha votato “Sì” Fratelli d’Italia (Gruppo ECR – Conservatori e Riformisti Europei): gli eurodeputati di FdI hanno sostenuto la risoluzione, anche gli azzurri di Forza Italia hanno votato a favore, allineandosi compattamente alla posizione espressa dal proprio gruppo e dal promotore della linea dura, Christophe Gomart. Stessa posizione degli eurodeputati della Lega (come Silvia Sardone e Susanna Ceccardi).
Pure i parlamentari del PD hanno espresso un voto favorevole e convinto, appoggiando in maniera decisa i passaggi del testo sulla tutela dello spazio civico, della libertà di stampa e della protezione degli attivisti locali.
Pochi invece, sono stati i contrari (soltanto 11, nessun italiano) mentre tra le fila degli astenuti (75) si posiziona il Movimento 5 Stelle, con gli eurodeputati Pasquale Tridico (già Presidente dell’INPS) Della Valle e Gaetano Pedullà e l’Eurodeputato eletto come indipendente nella Lega, Roberto Vannacci.
Il voto di Strasburgo si è rivelato tutt’altro che un mero esercizio parlamentare. Per il governo burkinabé, l’adozione di questa risoluzione ha rappresentato una delle tante prove dell’ostilità manifestate dagli ambienti politici europei.
Fonti: Sito del Parlamento Europeo
Articolo di Dario Gennarini